domenica 8 luglio 2012

4.000 scimmie salvate grazie alla revoca del permesso di cattura a un vivisettore colombiano

4.000 scimmie salvate dalla vivisezione | 06/07/2012

Vittoria: il Tribunale Amministrativo di Cundinamarca, Colombia, ha revocato a Manuel Elkin Patarroyo i permessi per la cattura di migliaia di scimmie per esperimenti sulla malaria. Il permesso avrebbe consentito a Patarroyo di catturare 4000 scimmie selvatiche fino al 2015, da utilizzare in esperimenti presso l'Istituto di Immunologia della Colombia.
Gli investigatori sotto copertura di Animal Defenders International - ADI hanno filmato le operazioni di cattura in Amazzonia, compresa la caccia notturna alle scimmie da parte degli addetti alla cattura: reti stese sugli alberi, le piccole scimmie intrappolate, senza possibilità di fuga, strappate alla loro casa, terrorizzate e urlanti, chiuse a forza nei sacchi. Sono state fatte anche riprese all'interno dell'istituto di immunologia, dove le scimmie sono tenute in gabbie metalliche piccole e spoglie, un contrasto shockante con la foresta in cui sono nate.
Le ricerche di Patarroyo erano in contrasto con le norme CITES sugli animali selvatici e il Ministero dell'Ambiente è stato criticato per non aver svolto alcun controllo sulla caccia alle scimmie e il loro successivo uso nella sperimentazione.
Le anomalie nei permessi di Patarroyo risalgono addirittura al 1984: tra di esse troviamo irregolarità nel rilascio dei permessi, non rispetto delle norme e dei divieti della legge colombiana sull'utilizzo delle risorse.
In seguito a questo, il Tribunale, cui ADI ha fornito le prove delle illegalità, ha disposto delle azioni disciplinari contro alcuni funzionari del Ministero dell'Ambiente. Anche l'Istituto di Immunologia e la Corporazione per lo Sviluppo Sostenibile dell'Amazzonia Meridionale (Corpoamazonia) sono stati sanzionati.
Siamo felici che questa orrenda sofferenza di migliaia di scimmie e la potenziale devastazione delle popolazioni selvatiche sia stata impedita e speriamo che il prossimo passo sia l'eliminazione di questi crudeli e inutili esperimenti una volta per tutte.
Fonte: Animal Defenders International, 4,000 wild monkeys saved from laboratory experiments, 6 luglio 2012
Video Salviamo le scimmie dalla vivisezione


Sperimentazione animale, il diritto di dire 'no'


La legge n. 413 del 12 ottobre 1993 approvata dalla Camera dei deputati e dal Senato 'Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale' tutela tutti coloro che sono contrari alla sperimentazione animale. Medici, ricercatori, studenti, personale sanitario possono scegliere - grazie a questa legge - di non svolgere attività che implichino la sperimentazione animale.


Perché un articolo su una legge approvata 18 anni fa? Perché, nonostante siano passati diversi anni, la legge n. 413 è ancora poco conosciuta e poco divulgata dagli enti pubblici, privati e dagli atenei e numerosi studenti e lavoratori non sanno che possono fare una scelta ben precisa che li esenta da effettuareesperimenti sugli animaliper studio o per lavoro.
Chiunque venga a conoscenza di questa legge o ne conosca già i contenuti è tenuto a divulgarla e a promuoverla: più persone si mostreranno contrarie alle attività che includono la sperimentazione animale, più forte sarà la possibilità di avvalersi di una ricerca scientifica basata solamente su metodi alternativi.
L'obiezione di coscienza è un diritto fondamentale del cittadino: l'art. 1 'Diritto di obiezione di coscienza' della suddetta legge riconosce ai cittadini che contestano qualsiasi violenza perpetrata nei confronti di qualsiasi essere vivente, "per esercizio alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici", la possibilità di dichiarare la propria obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale.
Quindi come apprendiamo dall'art. 2 'Effetti della dichiarazione di obiezione di coscienza', il personale sanitario, i medici, i ricercatori, gli studenti universitari che hanno presentato la domanda - esistono due differenti moduli da compilare, uno per medici e ricercatori e uno per gli studenti - possono scegliere di non svolgere attività che implichino la sperimentazione animale.

L'art. 3 della suddetta legge 'Modalità per l'esercizio del diritto' dispensa consigli pratici su come diventare obiettori. I lavoratoriche si apprestano a presentare domanda di assunzione o di partecipazione a concorso, sono tenuti a dichiarare la propria obiezione, compilando e presentando il modulo nel momento stesso in cui chiedono la possibilità di lavorare (o anche in un secondo momento) presso un determinato ente pubblico o privato in cui si utilizzano gli animali per la sperimentazione.
Gli studenti universitari invece, sono tenuti a compilare il modulo a inizio corso e presentarlo al docente, per evitare di svolgere attività o interventi di sperimentazione animale all'interno del corso stesso.

La dichiarazione di obiezione di coscienza può essere revocata in qualsiasi momento. La parte fondamentale di questo articolo è il comma 5: "tutte le strutture pubbliche e private legittimate a svolgere sperimentazione animale hanno l'obbligo di rendere noto a tutti i lavoratori e gli studenti il diritto ad esercitare l'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. Le strutture stesse hanno, inoltre, l'obbligo di predisporre un modulo per la dichiarazione di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale a norma della presente legge".
Molti docenti universitari e datori di lavoro, non solo non comunicano agli studenti o ai lavoratori che siano che possono godere di questo diritto, ma nella maggior parte delle volte ostacolano o discriminano chi esprime questa volontà - soprattutto i docenti universitari della cosiddetta 'vecchia guardia'. Innumerevoli volte ho sentito studenti universitari costretti per laurearsi nei tempi e per non essere discriminati a dover prendere parte a corsi nei quali sono previsti esperimenti con gli animali.
Ebbene, sappiate cari studenti che l'art. 4 'Divieto di discriminazione' prevede che nessuno di voi possa essere discriminato o svantaggiato rispetto agli altri studenti per aver scelto di obiettare alla sperimentazione animale. Nelle università gli organi competenti devono, per chi ha presentato la domanda, presentare modalità di insegnamento che non prevedano attività o interventi di sperimentazione animale, affinché lo studente possa tranquillamente prepararsi e superare l'esame.

Quindi se vi viene assegnata una tesi di laurea in cui sono presenti esperimenti condotti su animali potete tranquillamente chiedere al docente di presentare lo stesso argomento di tesi realizzato con metodi alternativi o presentare un altro argomento nel caso in cui non esistessero per quella tesi dei metodi alternativi. Oppure se state preparando un esame che prevede un'esercitazione pratica in laboratorio su animali potete chiedere al vostro docente di avvalervi dei metodi alternativi.
Idem per i lavoratori. Non è raro che talvolta, nonostante essi siano in possesso di tutti i requisiti per ottenere un determinato posto, non vengano assunti e vengano discriminati solo per aver presentato la domanda di obiezione. Fatevi valere!!!
Il comma 2 tutela proprio voi: i lavoratori dipendenti, pubblici o privati che hanno dichiarato la propria obiezione di coscienza hanno diritto ad essere assunti per svolgere attività diverse da quelle che prevedono la sperimentazione animale, ricevendo lo stesso trattamento economico e la stessa qualifica di chi invece ha deciso di non presentare la suddetta dichiarazione. Potete presentare la vostra domanda di obiezione di coscienza anche successivamente all'assunzione e, se lavorate come tecnici di laboratorio in un'azienda che svolge esperimenti su animali, non rischiate assolutamente il vostro posto, se decidete di diventare obiettori.

Oppure, per esempio, se venite assunti come addetti delle pulizie di un'azienda con stabulario potete tranquillamente rifiutarvi di pulire i laboratori in cui sono tenuti gli animali. È un vostro diritto! Presentando la domanda dovete essere necessariamente esentati dall'esplicare quelle funzioni.

manichinometodi alternativi (ricerca in vitro, studi statistici, ricerca genetica, manichini, simulatori) esistono e molti di essi hanno già sostituito l'utilizzo degli animali per vari esperimenti (alcuni test di tossicità su sostanze chimiche, produzione di insulina, test di gravidanza, produzione di acido ialuronico, produzione di anticorpi e molti altri ancora).
Nel mondo accademico e in quello della ricerca scientifica, sempre più professori universitari o scienziati o ricercatori dichiarano la propria contrarietà alla sperimentazione animale sia per motivi etici, sia per motivi scientifici. Ricordiamoci che il 90% dei farmaci testati su animali non supera le prove cliniche sull'uomo.

Allora perché continuare con queste pratiche obsolete e aberranti? Credo che ognuno di noi dovrebbe porsi certe domande: non sarà difficile, se siete ferrati sull'argomento, trovare delle risposte. Se invece siete a digiuno, forse è il caso di andare a fondo: se non volete farlo per motivi etici fatelo almeno per salvaguardare la vostra salute

fonte  : http://www.ilcambiamento.it/vivisezione/obiezione_coscienza_sperimentazione_animale.html



martedì 3 luglio 2012

MULTA RECORD DA TRE MILIARDI DI DOLLARI


All'inizio del 2012, il colosso farmaceutico GSK (Glaxo Smith Kline) è stato condannato da un tribunale argentino ad una ridicola sanzione economica per aver sperimentato farmaci e vaccini, in diversi casi letali, su neonati figli di genitori analfabeti.

Dalle testimonianze di diversi operatori in servizio presso alcuni ospedali argentini, raccolte in seguito all'avvio dell'inchiesta, emerge come GSK reclutasse membri del personale medico affinché costringessero genitori analfabeti a firmare i moduli per il consenso alla sperimentazione sui propri figli.

La scelta di effettuare questi test letali in Argentina, dove almeno 14 neonati sono morti e degli effetti su un numero imprecisato di altri non si sa nulla, è stata probabilmente dettata dal fatto che negli Stati Uniti questo genere di sperimentazioni sugli umani sono illegali; di certo anche in Argentina la legge non consente esperimenti coatti su neonati, ma la condanna è stata certamente molto leggera: 400.000 pesos (circa 93.000 dollari), una sanzione irrisoria per il colosso farmaceutico.

I dipendenti degli ospedali pubblici che hanno scelto di testimoniare, raccontano come sin dal 2007, Glaxo Smith Kline abbia iniziato a reclutare personale medico con l'unico scopo di convincere genitori poveri e analfabeti, a firmare documenti apparentemente insignificanti, in cui si consentiva la sperimentazione di farmaci e vaccini potenzialmente letali sui propri figli. Una volta estorta la firma, i "pazienti" sparivano e venivano trasferiti in un0'altra struttura supervisionata da personale medico della multinazionale farmaceutica

In quel periodo, la pediatra Ana Marchese era in servizio presso l'ospedale Eva Peron di Santiago del Estero. Nella sua testimonianza racconta: "Questi medici approfittavano di molti pazienti analfabeti che si recavano in ospedale per curare i propri figli, li pressavano e costringevano a firmare questi moduli di consenso di 28 pagine per inserire i bambini nei programmi di pserimentazione".

Tuttora non si conosce il numero esatto di neonati, molti sotto l'anno di età, sui quali il personale medico di Glaxo Smith Kline ha sperimentato vaccini come il Gardasil e altri farmaci potenzialmente letali.
Alcune fonti parlano di oltre 15.000 bambini. "Certe cose non si possono fare negli Stati Uniti o in Europa, così vengono a farle nel terzo mondo" conclude Ana Marchese.

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/07/02/news/multa_record_a_glaxo_3_miliardi-38400637/?rss
http://www.informa-azione.info/glaxo_smith_kline_sperimentazioni_letali_su_figli_di_analfabeti

I bugiardini dei farmaci ci dicono la verità sulla vivisezione




I foglietti illustrativi dei farmaci, quelli in cui sono indicate la posologia, le indicazioni terapeutiche, le controindicazioni, ecc. sono comunemente chiamati "bugiardini". E proprio dai bugiardini possiamo scoprire qualche verità in più sulla vivisezione...
Com'è noto, per norma di legge, ogni farmaco, per poter essere commercializzato, deve essere provato sui volontari sani e sui malati in ospedale, ma prima di questo, è provato su animali. I risultati sia di questi test preventivi sia degli effetti riscontrati dopo la messa in commercio dei prodotti, vengono riportati nei "bugiardini", revisionati periodicamente.
Quando si legge nel bugiardino che un determinato effetto collaterale è stato riscontrato, solitamente non è riportato se esso si è verificato sugli umani o sugli animali in laboratorio. Di solito viene detto esplicitamente che un dato effetto si è avuto sugli animali quando è particolarmente grave, ad esempio gli animali si sono ammalati di cancro. In questi casi, viene comunicato l'effetto collaterale negativo, specificando però che si è riscontrato solo sugli animali e che gli umani hanno un metabolismo diverso, quindi su di loro non ci sono pericoli. Infatti, il farmaco in questi casi viene commercializzato lo stesso, perché l'approvazione alla vendita di un dato farmaco non è in alcun modo vincolata ai risultati dei test su animali.
Un altro esempio tipico di indicazioni interessanti dei bugiardini è quello delle "prove in gravidanza": per legge le cavie umane non possono essere donne incinta (giustamente!), e quindi quanto riportato sul foglietto è per forza relativo all'animale, a meno che non ci siano stati casi di somministrazione a donne incinta non effettuate appositamente. In questi casi, tipicamente viene detto "Dai test sull'animale non si sono riscontrati effetti collaterali negativi. Visto però che non esistono dati per l'essere umano, si sconsiglia l'uso di questo farmaco nella donna incinta"! E allora... che li avete fatti a fare i test su animali, se poi qualunque sia il loro risultato affermate nero su bianco che si è trattato di test inutili che non danno indicazioni per l'uomo?!
Questi foglietti illustrativi sono dunque utili per mostrare quanto il movimento antivivisezionista scientifico va ripetendo da decenni: che quanto accade sull'animale non è detto accada sull'uomo, perché un dato effetto può essere lo stesso su più specie (tra cui quella umana) oppure essere diverso, ma non lo si sa a priori! I bugiardini sono scritti dalle stesse aziende faramceutiche, che così implicitamente ammettono la fallacia del proprio metodo di test.
E' così che i bugiardini ci aiutano a capire la verità sulla vivisezione, una pratica cui nemmeno gli stessi vivisettori evidentemente credono...
Negli ultimi anni abbiamo raccolto i bugiardini più interessanti. Riportiamo qui una collezione dei più significativi. Chi ne avesse altri da segnalare, ci invii via mail la frase degna di nota, indicando il nome del farmaco e l'anno di revisione del bugiardino. Potete scrivere a info@novivisezione.org. Grazie!

La raccolta di bugiardini

Forane 
(anestetico)
Gravidanza:
Degli studi fatti sul ratto non hanno mostrato alcun effetto nocivo sulla fertilità, la gestazione, il parto e sulla vitalità dei nati. Medesimamente, esperimenti fatti sui conigli hanno prodotto coniglietti vitali, nonchè uno sviluppo fetale normale. Si ignora se il risultato di questi studi sia applicabile all'uomo. Poichè non esiste esperienza valida sulla donna incinta che abbia ricevuto questo farmaco non è stato possibile stabilire la sua sicurezza nella gravidanza".
Retrovir 
Non si conosce quanto i risultati di carcinogenesi nei roditori siano predittivi per l'uomo.
Cytotec 
Un aumento reversibile nel numero di cellule epiteliali gastriche di superficie normale si è verificato in cani, ratti e topi. Nessun aumento si è osservato in uomini a cui era stato somministrato Cytotec per un anno.
Cefobid 
Gravidanza:
Studi sulla riproduzione sono stati condotti su topi, ratti e scimmie in dosi anche 10 volte maggiori rispetto alla dose per l'uomo e non hanno rivelato evidenza di infertilità o danno ai feti dovuti al CEFOBID. Non ci sono tuttavia studi adeguati e ben controllati su donne incinta. Dato che gli studi sulla riproduzione negli animali non sono predittivi della risposta umana, questo farmaco deve essere usato in gravidanza solo se strettamente necessario.
Oxcarbamazepina 
antiepilettico
2002
Non sono stati inoltre ritrovati effetti teratogeni nel topo e nel coniglio. In uno dei due studi condotti nel ratto, oxcarbamazepina, a dosaggi giornalieri pari a 300 mg/kg e 1000 mg/kg, ha causato effetti teratogeni correlati alla dose. Uno studio tossicologico condotto nel topo da Bennet e al. (1996) ha messo in evidenza che la somministrazione per via orale di oxcarbamazepina alla dose di 1100 mg/kg (dose massima tollerata) dal 6° al 18° giorno di gestazione ha indotto un'incidenza di malformazioni dell'8% contro il 5% osservato nel gruppo dei controlli. Tale differenza non ha raggiunto la significatività statistica, (p > 0.05) ma, pur tenendo conto delle differenze nel trasporli alla gravidanza umana, questi dati suggeriscono di utilizzare il farmaco in gravidanza soltanto se strettamente necessario.
Non vi sono dati per stabilire la sicurezza di Tolep(2) nella gravidanza umana. Analogamente, non ci sono dati per stabilire la sicurezza di Tolep durante l'allattamento. Non si può escludere la possibilità di effetti collaterali nel bambino. Sia i ratti che i topi mostrano un lieve aumento dell'incidenza di tumori epatici dose-dipendenti dopo 2 anni di trattamento con oxcarbamazepina. D'altro canto, l'aumento dei tumori epatici visti con oxcarbamazepina sembrerebbe essere speciespecifico nel roditore e non collegato all'uomo. Inoltre, il metabolismo dell'oxcarbamazepina è molto diverso negli animali da esperimento rispetto all'uomo, in quanto la riduzione al metabolita MHD rappresenta solo una minore via di metabolizzazione.
Aircort spray nasale (budesonide) 
(contro le riniti allergiche)
Gravidanza:
la somministrazione del budesonide durante la gravidanza dovrebbe essere evitata a meno che non sussistano particolari motivazioni. Gli studi condotti negli animali hanno evidenziato effetti teratogeni [ndr. che fanno nascere figli deformi] variabili in funzione della specie animale. Poiché l'attinenza all'uomo di quanto osservato nell'animale non è stata ancora stabilita, nelle donne in gravidanza si sconsiglia l'uso di AIRCORT spray nasale soprattutto nei primi tre mesi di gestazione.
Foy, 100 mg (Gabelato Mesilato) 
(polvere e solvente per soluzione per infusione)
ottobre 2003
Precauzioni d'uso: In alcuni studi condotti nel cane a dosi elevate si è osservata una riduzione del tempo di tromboplastina parziale. Tale evento non è stato finora osservato durante la terapia con Foy nell'uomo.
Farlutal 
(trattamento dell'amenorrea secondaria; menometrorragie funzionali)
Giugno 2000
Dati preclinici di sicurezza:
Studi di tossicità a lungo termine condotti sulla scimmia, sul cane e sul ratto, con somministrazione parenterale di medrossiprogesterone acetato, hanno evidenziato i seguenti effetti:
Cani Beagle, trattati alle dosi di 3 e 75 mg/kg ogni 90 giorni per 7 anni, svilupparono noduli mammari che furono osservati anche in alcuni animali di controllo.
I noduli notati negli animali di controllo erano a carattere intermittente, mentre i noduli apparsi negli animali trattati col farmaco erano di dimensioni maggiori, più numerosi, a carattere persistente e due degli animali trattati alla dose più alta svilupparono tumori mammari maligni.Due scimmie, trattate alla dose di 150 mg/kg ogni 90 giorni per 10 anni, svilupparono carcinoma indifferenziato dell'utero, che non si manifestò invece nelle scimmie del gruppo di controllo ed in quelle trattate alle dosi di 3 e 30 mg/kg ogni 90 giorni per 10 anni.
Noduli mammari di carattere intermittente furono evidenziati negli animali del gruppo di controllo ed in quelli trattati alle dosi di 3 e 30 mg/kg, ma non nel gruppo che aveva ricevuto la dose di 150 mg/kg.
In sede di autopsia (dopo 10 anni) i noduli furono riscontrati solamente in 3 delle scimmie del gruppo trattato alla dose di 30 mg/kg.
Dall'esame istopatologico risultò che tali noduli erano di natura iperplastica. Nel ratto trattato per 2 anni, non fu evidenziata alcuna alterazione a livello dell'utero e delle mammelle.
Studi di mutagenesi condotti impiegando il test Salmonella Microsomi (Ames test) ed il Micronucleus test, hanno dimostrato che il medrossiprogesterone acetato non possiede alcuna attività mutagenetica.
Altri studi non hanno evidenziato alcuna modificazione della fertilità nella prima e nella seconda generazione degli animali osservati.
Non è ancora stato accertato se le osservazioni sopra riportate possono essere riferite anche nell'uomo.
Brivirac 125 mg compresse 
(trattamento precoce delle infezioni acute da herpes zoster in adulti immunocompetenti)
ottobre 2004
Dati preclinici di sicurezza: [...] I dati raccolti da studi a lungo termine sugli animali, con esposizione giornaliera al farmaco vicina al range clinico, non sono considerati significativi per il trattamento a breve termine nell'uomo. Gravidanza e allattamento: Studi condotti su animali non hanno mostrato effetti embriotossici o teratogeni. Effetti tossici sul feto sono stati osservati soltanto ad alte dosi. Tuttavia, la sicurezza di Brivirac nella donna in gravidanza non è stata stabilita.
Aliflus spray 
(trattamento regolare dell'asma)
dicembre 2004
Dati preclinici di sicurezza: [...] Negli studi sulla riproduzione animale i glucocorticoidi hanno mostrato di indurre malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche). Tuttavia questi risultati sperimentali nell'animale non sembrano avere rilevanza per quanto riguarda la somministrazione nell'uomo alle dosi raccomandate.
Luan pomata 
(azione lubrificante ed anestetica per introduzione di cateteri, ecc.)
maggio 1995
Poiché gli studi sul ratto e sul coniglio trattati con lidocaina per via topica non hanno messo in evidenza rischi per il feto, ma non è ancora stata stabilita la sua sicurezza nell'uomo, il prodotto va usato con cautela nelle donne in gravidanza, in particolare nelle prime fasi.
Nimedex 
(trattamento del dolore acuto)
giugno 2004
Dati preclinici di sicurezza: [...] Negli studi di tossicità riproduttiva sono stati osservati segni di potenziale teratogeno o embriotossico (malformazioni scheletriche, dilatazione dei ventricoli cerebrali) nei conigli, ma non nei ratti, trattati fino a livelli di dose non tossici per le madri. Nei ratti, sono stati osservati un aumento della mortalità nella prole nel primo periodo postnatale ed effetti indesiderati sulla fertilità.
Zantipres 7.5 mg compresse 
(trattamento dell'ipertensione arteriosa)
luglio 2003
Dati preclinici di sicurezza: [...] Nello studio di carcinogenesi condotto nel topo si è verificato un aumento dell'incidenza dell'atrofia testicolare; la rilevanza clinica di questo fenomeno non è conosciuta.
Pritor 80 mg compresse 
(trattamento dell'ipertensione essenziale)
maggio 2002
Dati preclinici di sicurezza: [...] Nel cane sono state osservate dilatazione ed atrofia dei tubuli renali. Nel ratto e nel cane sono state osservate inoltre lesioni della mucosa gastrica (erosioni, ulcere o infiammazioni). [...] In entrambe le specie sono stati osservati aumento dell'attività della renina plasmatica e ipertrofia/iperplasia delle cellule iuxtraglomerulari renali. Tali alterazionim anch'esse un effetto di tutta la classe degli ACE inibitori e di altri antagonisti dell'angiotensina II, non sembrano avere significato clinico.
Clopidogrel 
Gravidanza e allattamento: Studi di riproduzione condotti nel ratto e nel coniglio non hanno rivelato alcuna diminuzione della fertilità né danno fetale attribuibili a Clopidogrel. Non esistono però studi adeguati e controllati su donne gravide. Per la mancanza di dati Clopidogrel non è consigliato durante la gravidanza.
Onco-carbide 
(leucemia mieloide cronica)
giugno 2000
Avvertenze speciali - Il prodotto, come del resto come la maggior parte dei farmaci antitumorali, ha dimostrato proprietà cancerogena negli animali, in particolari condizioni sperimentali.
Muscoril capsule 
(nevralgie, torcicolli, lombo sciatalgie, malattia di Parkinson)
marzo 1998
Uso in gravidanza ed allattamento:
Benché negli studi animali non sia stato osservato un effetto teratogeno se non quando tioclchicoside è stato somministrato a dosi molto superiori a quelle raccomandate nella terapia umana (più di 10 volte la dose terapeutica) a scopo precauzionale l'impiego del prodotto è controindicato in caso di gravidanza.
Optruma 
Raloxifene cloridato
(prevenzione dell'osteoporosi nelle donne dopo la menopausa)
ottobre 2001
Dati preclinici di sicurezza: [...] Studi su ratti e topi hanno mostrato un aumento dei tumori ovarici trattati con alte dosi di farmaco. In questi studi, i roditori di sesso femminile, furono trattati durante tutta la loro vita riproduttiva, quando le loro ovaie erano funzionali ed altamente sensibili alla stimolazione con ormoni sessuali. In contrasto all'elevata sensibilità delle ovaie in questo modello di roditore, l'ovaio umano dopo la menopausa risulta relativamente insensibile alla stimolazione con ormoni sessuali.
Cardirene 
(prevenzione della trombosi coronarica)
Gravidanza:
- nell'animale: è stato osservato un effetto teratogeno.
- nell'uomo: in base a molteplici studi epidemiologici (in particolare uno studio prospettico in un alto numero di donne) non è stato riscontrato alcun effetto teratogeno a seguito di somministrazioni saltuarie durante il primo trimestre di gravidanza.
Levoxacin (compresse da 200 e da 500 mg) 
(trattamento di sinusite acuta, bronchite cronica riacutizzata, polmoniti acquisite in comunità, infezioni complicate delle vie urinarie, infezioni della pelle e dei tessuti molli)
Gravidanza:
Gli studi di riproduzione sull'animale non hanno evidenziato specifici problemi. Tuttavia, in assenza di dati nell'uomo ed a causa di possibili danni alle cartilagini articolari di organismi in accrescimento esposti a fluorochinolonici, LEVOXACIN compresse non deve essere impiegato in gravidanza. 
Entocir 
(trattamento del Morbo di Crohn)
[...] In un ulteriore studio non è stato confermato l'aumento dell'incidenza di gliomi nel cervello di ratti di sesso maschile che si era verificato in uno studio di carcinogenesi, in quanto l'incidenza di gliomi non è risultata diversa nei vari gruppi trattati con diversi principi attivi (budesonide, prednisolone, triamcinolone acetonide) e nei gruppi di controllo.
Le alterazioni epatiche (neoplasie epatocellulari primarie) rilevate nei ratti di sesso maschile in un primo studio di cancerogenesi sono state confermate in un ulteriore studio sia con budesonide, sia con altri glucocorticosteroidi di confronto. Tali effetti sono probabilmente dovuti ad un effetto recettoriale ed è quindi tipico della classe terapeutica.
L'esperienza clinica fino ad oggi acquisita non indica che budesonide o altri glucocorticosteroidi inducano gliomi cerebrali o neoplasie epatocellulari primarie nell'uomo.
La tossicità di ENTOCIR capsule sul tratto gastrointestinale è stata studiata nella scimmia cynomolgus dopo somministrazione per via orale di dosi ripetute fino a 5 mg/kg (circa 25 volte la dose giornaliera consigliata nell'uomo) per un periodo fino a 6 mesi. Non è stato osservato alcun effetto sul tratto gastrointestinale, né all'analisi macroscopica né a quella istopatologica.
Gravidanza:
La somministrazione di budesonide come di altri glucocorticosteroidi nell'animale gravido causa anomalie dello sviluppo fetale. La rilevanza di tali osservazioni per l'impiego nell'uomo non è ancora stata stabilita. Come per altri farmaci, ENTOCIR capsule può essere usato in gravidanza solo dopo un'accurata valutazione del rapporto rischio per il feto/beneficio per la madre.

ECOVAL Scal Fluid (Betametasone valerato)
Gennaio 2004
Categoria farmacoterapeutica: CORTISTEROIDI ATTIVI (III GRUPPO). Indicazioni terapeutiche: dermatosi delle parti pilifere quali: dermatite eczematosa, eczema seborroico, psoriasi, alopecia areata, pitiriasi secca.
Gravidanza
La somministrazione topica dei cortisteroidi ad animali gravidi può causare anormalità nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non è stata constatata nell'uomo: nelle gestanti gli steroidi topici dovrebbero essere usati nei casi di effettiva necessità e sotto controllo del medico e comunque non su aree cutanee estese, in grande quantità o per periodi prolungati.
CLOBESOL 0,5 mg/g crema - 0,5 mg/g unguento (Clobetasolo propionato) 
Febbraio 2003
Categoria farmacoterapeutica: CORTISTEROIDI MOLTO ATTIVI (IV GRUPPO). Indicazioni terapeutiche: Dermatopatie quali psoriasi (esclusa la psoriasi a placche diffusa), gli eczemi recidivanti, il lichen planus, il lupus eritematoso discoide.
Gravidanza
La somministrazione topica di cortisteoridi durante la gravidanza negli animali da laboratorio può provocare anomalie nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non è stata constatata nell'uomo: nelle gestanti gli steroidi topici dovrebbero essere usati nei casi di effettiva necessità e sotto controllo del medico e comunque non su aree cutanee estese, in grande quantità o per periodi prolungati.
ANTACAL 
(amplodipina, trattamento ipertensione)
Uso in gravidanza ed allattamento
Studi sulla riproduzione animale hanno dimostrato che l'amlodipina non ha effetti tossici, ad eccezione di parti ritardati e prolungati nei ratti a dosi 50 volte maggiori della dose massima raccomandta nell'uomo.
Non essendo però stata ancora accerta la tollerabilità dell'amlodipina nelle donne in gravidanza o durante l'allattamento, l'uso del prodotto, in tali circostanze, è controindicato.
DOMPERIDONE 
(procinetico)
Gravidanza
Non sono disponibili informazioni sufficienti per valutare il rischio potenziale nell'uomo derivante dall'utilizzo di domperidone durante la gravidanza. Studi condotti sugli animali non hanno evidenziato effetti nocivi diretti o indiretti riferiti alla gravidanza, allo sviluppo embrio-fetale, al parto o al periodo post-natale. Bisogna prestare attenzione alla prescrizione di domperidone a donne gravide.
NEXIUM, esomeprazolo 
(trattamento per reflusso gastroesofageo, ulcera, helicobacter pylori)
Uso in gravidanza ed allattamento
Per esomeprazolo non sono disponibili dati sull'esposizione in gravidanza.
Negli studi condotti negli animali non sono stati osservati effetti dannosi diretti o indiretti a carico dello sviluppo embriofetale.
Studi condotti negli animali con la miscela racemica non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza, il parto e lo sviluppo postnatale. La prescrizione del farmaco a donne in gravidanza deve avvenire con cautela.
Pantorc 20 mg 
(trattamento della malattia da reflusso di grado lieve e dei sintomi correlati)
Ottobre 2002
Dati preclinici di sicurezza:
In studi a 2 anni sui roditori, si e' osservato un aumento del numero di tumori epatici nei ratti (in un solo studio sul ratto) e nel topo femmina. Un leggero aumento di alterazioni neoplastiche della tiroide e' stato osservato nel gruppo di ratti trattati con la dose piu' alta in uno studio a due anni. L'insorgenza di tali neoplasie e' associata alle modificazioni nel catabolismo della tiroxina a livello epatico nel ratto. Poiche' la dose terapeutica per l'uomo e' bassa, non sono da attendersi effetti collaterali a carico delle ghiandole tiroidee.
Megestil 160mg 
(trattamento palliativo del carcinoma della mammella o dell'endometrio in fase avanzata, della sindrome anoressia-cachessia da neoplasia maligna in fase avanzata e da AIDS)
La somministrazione di megestrolo acetato a cani femmina per un periodo fino a 7 anni ha evidenziato un aumento di tumori mammari sia benigni che maligni. Al contrario, in studi comparativi nei ratti e in studi nelle scimmie, l'incidenz atumorale non e' aumentata.
Benche' la correlazione tra tumori canini e umani non sia ben nota, essa dovra' essere tenuta in considerazione sia per la valutazione del rapporto rischio/beneficio nella prescrizione di Megestil che per il monitoraggio della paziente.
Isoptin 
(insufficienza coronarica acuta e cronica, tachicardia parossistica, tachiaritmia, extrasistolia)
Novembre 2004
AVVERTENZE SPECIALI
Poiche' gli studi sulla riproduzione nell'animale non sono sempr ein grado di fare prevedere la risposta nell'uomo, il farmaco deve essere usato durante la gravidanza solo se e' strettamente necessario.
Krinuven senza elettroliti 
(nutrizione per via parenterale in pazienti adulti quando la somministrazione orale o enterale non e' possibile)
Febbraio 2004
Gravidanza e allattamento:
La valutazione dei dati ricavati dagli animali ha mostrato tossicita' riproduttiva dopo la somminisrtrazione di Structolipid. Le rilevanze cliniche di questi dati sono sconosciute.
Zyloric 
(manifestazioni cliniche di deposito di acido urico/urato)
Luglio 2005
Interazioni - Tolbutamide:
E' stato dimostrato che la conversione della tolbutamide a metaboliti inattivi e' catalizzata dalla xantino-ossidasi del fegato di ratto. L'eventuale rilievo sul piano clinico di queste osservazioni non e' noto.
Miflonide 200 e 400 
(asma bronchiale)
Febbraio 2000
Gravidanza ed allattamento:
Negli animali gravidi la somministrazione di corticosteroidi ha dimostrato causare anormalita' nello sviluppo fetale. Non e' ancora stata stabilita l'importanza di questo dato per l'uomo.
Zofran 
(controllo della nausea e del vomito indotti da chemioterapia)
Luglio 2003
AVVERTENZE SPECIALI:
La sicurezza dell'Ondansetron in gravidanza nella specie umana non e' stata stabilita. La valutazione degli studi sperimentali nell'animale non indica effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo ambrio-fetale, sulla gestazione e sullo sviluppo peri e post-natale. Tuttavia, poiche' gli studi nell'animale non sono sempre predittivi delle risposte nell'uomo, ZOFRAN non deve essere somministrato in gravidanza.
Unasyn EV 
(infezione da germi ampicillo-resistenti)
Maggio 2000
Uso in gravidanza e allattamento:
Benche' negli esperimenti sugli animali di laboratorio non si siano osservati effetti teratogeni, non e' dimostrato che UNASYN possa essere utilizzato in tutta sicurezza in corso di gravidanza e durante l'alllattamento.
Aldactazide 25 mg 
(stati edematosi da iperaldosteronismo secondario)
Luglio 2004
Avvertenze:
Come altre sostanze che interferiscono con attivita' ormonali, lo spironolattone somministrato a dosi molto piu' elevate di quelle terapeutiche e per tempi molto prolungati, puo' talora determinare nel ratto un aumento dell'incidenza di alcuni tipi di processi eteroplastici. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non e' possibile attribuire a queste osservazioni alcun sicuro significato per l'uomo.
Eutimil 
(depressione, attacchi di panico, ansia)
Luglio 2003
Gravidanza e allattamento:
Sebbene gli studi sugli animali non abbiano dimostrato alcun effetto teratogeno o embriotossico selettivo, la sicurezza della paroxetina nella donna in gravidanza non e' stata stabilita.
Prontalgin gocce 
(dolore post-chururgico, dolore da traumi, dolore di pertinenza oncologica)
Maggio 2003
Non sono disponibili dati adeguati sulla sicurezza del tramadolo in donne gravide. Glu studi sull'animale non hanno rivelato alcun effetto tossico. Prontalgin Gocce non deve comunque essere impiegato in gravidanza, durante il travaglio di parto e l'allattamento al seno.
Topmax 
(epilessia)
Febbraio 2004
Gravidanza e allattamento:
Il topiramato, al pari di altri farmaci antiepilettici, si e' dimostrato teratogeno negli animali. Non vi sono studi sull'uso del topiramato in gravidanza. Dall'esperienza post-marketing, sono stati riportati alcuni casi di ipospadia nei bambini maschi esposti al trattamento con topiramato durante la gravidanza, anche in associazione con altri antiepilettici. Non e' stata riconosciuta una correlazione causale diretta con topiramato.
Ecoval 
(dermatiti)
Febbraio 2006
Gravidanza e allattamento:
La somministrazione topica di corticosteroidi durante la gravidanza negli animali di laboratorio può provocare animalie nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non è stata constatata nell'uomo.
Limican 
(antiemetico)
Luglio 2005
Gravidanza e allattamento:
Benché esperienze effettuate con alizapride su varie specie animali non abbiano evidenziato effetti teratogeni, per misura precauzionale e in assenza di studi epidemiologici, l'alizapride non deve essere prescritta durante la gravidanza.
Antacal 5 
(ipertensione)
Maggio 1998
Gravidanza e allattamento:
Studi sulla riproduzione animale hanno dimostrato che l'amlodipina non ha effetti tossici, ad eccezione di parti ritardati e prolumgati nei ratti a dosi 50 volte maggiori della dose massima raccomandata nell'uomo. Non essendo però stata ancora accertata la tollerabilità dell'amlodipina nelle donne in gravidanza o durante l'allattamento, l'uso del prodotto, in tali circostanze, è controindicato.
Elopram 
(sindromi depressive)
Dicembre 2005
Precauzioni d'impiego:
Sebbene gli studi sugli animali non abbiano mostrato per citalopram potenziali effetti epilettogenici come per gli altri antidepressivi, citalopram deve essere usato con cautela in pazienti con storia di convulsioni.
Chimono 
(antibatterico)
Maggio 2005
Interazioni
Nel topo, la co-somministrazione con fenbufen, a dosei 10 volte superiori a quelle terapeutiche, ha indotto la comparsa di manifestazioni convulsive. Benché non vi siano prove cliniche di un'interazione tra fenbufen e CHIMONO, la loro somministrazione contemporanea andrebbe evitata.
Ratacand 
(ipertensione)
Dicembre 2004
Uso durante l'allattamento:
Non è noto se candesartan venga escreto nel latte materno. Tuttavia, candesartan è escreto nel latte dei ratti durante l'allattamento.
Zirtec 
(epilessia)
Aprile 2006
Gravidanza e allattamento:
Nessun effetto dannoso è stato osservato nel corso degli studi sugli animali. Le conoscenze sull'uso di cetirizina durante la gravidanza sono limitate. Come per altri farmaci, la sua somminstrazione nella donna in stato di gravidanza deve essere evitata.
Daparox 
(antidepressivo)
Marzo 2006
Gravidanza:
Alcuni studi epidemiologici hanno indicato un lieve aumento nel rischio di malformazioni cardiovascolari [nel neonato] [...] associati all'assunzione di paroxetina durante il primo trimestre di gravidenza. [...] La paroxetina deve essere somministrata in gravidanza solo quando strettamente indicato. [...] I neonati devono essere tenuti sotto osservazione se l'uso materno di paroxetina continua negli stadi più avanzati della gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. I sintomi seguenti si possono presentare nei neonati in seguito all'uso materno di paroxetina negli stadi più avanzati della gravidanza: distress respiratorio (presenza di gravi difficoltà respiratorie con conseguente inadeguata ossigenazione del sangue), cianosi, apnea, convulsioni, temperatura instabile, difficoltà nell'alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperrefressia, tremore, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto costante, sonnolenza e difficoltà nell'addormentamento. [...] Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva, manon hanno indicato effetti dannosi diretti rispetto alla gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo post-natale.
EXOCIN 
(collirio 0,3% - trattamento delle infezioni)
2009
L'uso a lungo termine e ad alte dosi di altri fluorochinoloni in sperimentazione su animali ha causato opacità lenticolare. Tuttavia, questo effetto non è stato riportato nell'uomo, né è stato notato a seguito del trattamento topico oftalmico con ofloxacina in studi sugli animali, incluse le scimmie, per un periodo fino a sei mesi.
Non essendoci adeguati e ben controllati studi clinici in donne in gravidanza e poichè l'uso sistemico di chinolonici ha causato artropatia in animali immaturi, si sconsiglia di usare il farmaco in gravidanza.

I foglietti illustrativi dei farmaci



L'inutilità delle prove su animali è talmente palese che, nel foglio di accompagnamento dell'anestetico inalatorio Forane, si legge: "Degli studi fatti sul ratto non hanno mostrato alcun effetto nocivo sulla fertilità, la gestazione, il parto e sulla vitalità dei nati. Medesimamente, esperimenti fatti sui conigli hanno prodotto coniglietti vitali, nonchè uno sviluppo fetale normale. Si ignora se il risultato di questi studi sia applicabile all'uomo [cioè: gli esperimenti su animali sono inutili]. Poichè non esiste esperienza valida sulla donna incinta che abbia ricevuto questo farmaco non è stato possibile stabilire la sua sicurezza nella gravidanza"

Nei fogli di accompagnamento di altri farmaci si legge: "Non si conosce quanto i risultati di carcinogenesi nei roditori siano predittivi per l'uomo." Farmaco: Retrovir.

"Un aumento reversibile nel numero di cellule epiteliali gastriche di superficie normale si è verificato in cani, ratti e topi. Nessun aumento si è osservato in uomini a cui era stato somministrato Cytotec per un anno". Farmaco: Cytotec.

"Studi sulla riproduzione sono stati condotti su topi, ratti e scimmie in dosi anche 10 volte maggiori rispetto alla dose per l'uomo e non hanno rivelato evidenza di infertilità o danno ai feti dovuti al CEFOBID. Non ci sono tuttavia studi adeguati e ben controllati su donne incinta. Dato che gli studi sulla riproduzione negli animali non sono predittivi della risposta umana, questo farmaco deve essere usato in gravidanza solo se strettamente necessario". Farmaco: Cefobid.

Nuovo antiepilettico (oxcarbamazepina), recentemente commercializzato (2002): "Non sono stati inoltre ritrovati effetti teratogeni nel topo e nel coniglio. In uno dei due studi condotti nel ratto, oxcarbamazepina, a dosaggi giornalieri pari a 300 mg/kg e 1000 mg/kg, ha causato effetti teratogeni correlati alla dose". 
"Uno studio tossicologico condotto nel topo da Bennet e al. (1996) ha messo in evidenza che la somministrazione per via orale di oxcarbamazepina alla dose di 1100 mg/kg (dose massima tollerata) dal 6o al 18o giorno di gestazione ha indotto un'incidenza di malformazioni dell'8% contro il 5% osservato nel gruppo dei controlli. Tale differenza non ha raggiunto la significatività statistica, (p > 0.05) ma, pur tenendo conto delle differenze nel trasporli alla gravidanza umana, questi dati suggeriscono di utilizzare il farmaco in gravidanza soltanto se strettamente necessario". 
"Non vi sono dati per stabilire la sicurezza di Tolep nella gravidanza umana. Analogamente, non ci sono dati per stabilire la sicurezza di Tolep durante l'allattamento. Non si può escludere la possibilità di effetti collaterali nel bambino". 
"Sia i ratti che i topi mostrano un lieve aumento dell'incidenza di tumori epatici dose-dipendenti dopo 2 anni di trattamento con oxcarbamazepina. D'altro canto, l'aumento dei tumori epatici visti con oxcarbamazepina sembrerebbe essere speciespecifico nel roditore e non collegato all'uomo. Inoltre, il metabolismo dell'oxcarbamazepina è molto diverso negli animali da esperimento rispetto all'uomo, in quanto la riduzione al metabolita MHD rappresenta solo una minore via di metabolizzazione".

UN TEST ALLARMANTE DI 5 ASSOCIAZIONI EUROPEE DEI CONSUMATORI

UN TEST ALLARMANTE DI 5 ASSOCIAZIONI EUROPEE DEI CONSUMATORI
Pieni di profumi al veleno

SOTTO ACCUSA I DEODORANTI PER INTERNI USATI ANCHE IN ITALIA. INVECE DI RINFRESCARE L’ARlA, L’APPESTANO CON MISTURE PERICOLOSE.

• BARBARA CATALDI

Dietro al "profumo di oceano" all’odore di lavanda e di limone in fiore possono nascondersi seri rischi per la salute. I pericoli peggiori naturalmente non derivano dagli effluvi che la natura sprigiona, quanto piuttosto dalle misture chimiche che tentano di scimmiottare fragranze e suggestioni.

I deodoranti per interni, per esempio, che spruzziamo, bruciamo sotto forma di candela o facciamo evaporare, convinti di rendere l’aria di casa più gradevole, finiscono coll’appestare l’ambiente con sostanze irritanti, allergeniche, e addirittura cancerogene.

L’allarme arriva dai risultati di un test realizzato da 5 associazioni dei consumatori europee su 76 prodotti di questo genere, in commercio in Italia, Spagna, Francia, Portogallo e Belgio.

Il Beuc (Bureau européen des unions de consommateurs), che rappresenta parte delle associazioni consumatori del Vecchio continente, allertato dai preoccupanti dati emersi dalle analisi, ha già avviato un confronto con la Commissione europea per chiedere di ritirareimmediatamente dal mercato i deodoranti casalinghi più pericolosi e rivedere in modo più restrittivo il Reach, il regolamento per la registrazione, valutazione e approvazione delle sostanze chimiche in discussione al Parlamento di Strasburgo.

Intanto oltralpe, dove l’emergenza è scoppiata già da qualche settimana, il mercato ha subito i primi contraccolpi. IL gigante della grande distribuzione Carrefour, per esempio, ha registrato il crollo del 60 per cento nelle vendite di questi prodotti.

Tappatevi il naso

In Italia a mettere il naso nei deodoranti casalinghi in vendita in iper e supermercati è stata l’associazione Altroconsumo. Su 27 prodotti testati, solo 5 hanno superato la prova: gli spray Home fragrance White freesia and grapefruit di Glade e Deo Aromatherapy Limoni in fiore di Grey, i diffusori in gel Crystal’Air design Pur air di Air Wick e Gel deodorante fiorito di 11 Gigante, il diffusore liquido Green Apple di Glade.

L’esame ha coinvolto i deodoranti a rilascio immediato, come aerosol, vaporizzatori e spray, quelli a rilascio lento, come i gel e i liquidi, i diffusori elettrici e le candele profumate. Il risultato è stato decisamente allarmante:

DEODORANTI SPRAY - PEGGIORI

MARCHIO

PRODOTTO

INQUINANTI

Glade

Essenze di natura "lavanda & violetta"

Irritanti,allergeni e sostanze sospette cancerogene

Air Wick

Rosa bouquet

Allergeni e sostanze sospette cancerogene

Air Wick

Les eaux parfumèes

"Mandarine & thè vert"

Irritanti, allergeni e sostanze sospette cancerogene

Ambi pur

Instant perfume Cashmere

Irritanti, allergeni, dietilftalato e sostanze sospette cancerogene

Glade

Muchetto di bosco

Irritanti, allergeni e dietilftalati

l’aria della stanza in cui sono stati utilizzati questi prodotti ha rivelato un’alta concentrazione di composti organici volatili inquinanti e cancerogeni. In alcuni casi il cocktail chimico ha superato la soglia di 1.000 mg/m 3. Troppo, se si considera che, secondo le autorità sanitarie Usa, in un ambiente indoor sano non dovrebbe superare i 200 mg/m 3.

Si va da sostanze irritanti per occhi, naso, bocca e gola, come l’acetaldeide, l’acroleina, l’etanolo e il tricloroetilene, a un perturbatore endocrino capace di danneggiare il sistema riproduttivo, il Dep o dietilftalato, dai profumi capaci di scatenare allergie come il D-limonene, il citronellolo e il lilial, classificati come allergeni dalla normativa sui cosmetici, che impone in questi prodotti la segnalazione in etichetta, ai muschi artificiali, sospetti perturbatori endocrini, fino ai micidiali cancerogeni benzene e formaldeide.

Le analisi svolte

"Per realizzare il test, abbiamo utilizzato i deodoranti come avrebbe fatto un consumatore qualunque e poi abbiamo misurato il picco di concentrazione delle sostanze diffuse nell’aria", spiega al Salvagente la dottoressa Claudia Chiozzotto dell’ufficio tecnico di Altroconsumo. E precisa: "Non abbiamo fatto analisi sul prodotto ma solo dell’aria presente nella stanza in cui è avvenuta la prova, perché l’importante era valutare i rischi dei prodotti in fase d’uso".

Ma come è possibile che tanti veleni finiscano in flaconcini o candele destinate a diffondere il loro contenuto in ambienti domestici in cui possono trovarsi, tra l’altro, anche bambini, asmatici, donne incinte o anziani? La risposta è semplice. Non esiste una normativa specifica che regolamenti con rigore cosa può finire dentro questi prodotti e soprattutto che stabilisca una prova d’uso a cui sottoporli prima di metterli in commercio.

I deodoranti per interno, infatti, non sono né cosmetici né detergenti, anche se come questi vanno considerati ormai beni di largo consumo a cui si è esposti anche quotidianamente.

"Non esiste una metodologia standard per eseguire un test d’uso, dal momento che le aziende che li confezionano non l’hanno mai previsto", denuncia Claudia Chiozzotto, "per questa ragione per mettere in piedi la prova abbiamo dovuto allestirla da soli".

Non sorprende, quindi, lo stupore delle aziende nel leggere i dati sulla concentrazione di inquinanti esalati dai loro prodotti. "Probabilmente molte delle sostanze tossiche, come benzene, formaldeide e stirene sono rilasciate dalla plastica delle confezioni", ipotizza la Chiozzotto. "Soprattutto i concentrati potrebbero avere qualità chimiche che intaccano la plastica dei contenitori. Il laboratorio, per esempio, ha testato l’aria tra il tappo e il liquido trovando molte delle sostanze indesiderate. Ciò dimostra che potrebbe esserci un rilascio dal flacone.

Altroconsumo ha già inviato una lettera al ministrodella Salute e a quellodelle Attività produttive chiedendo di ritirare dal commercio tutti i deodoranti casalinghi che rilasciano benzene e formaldeide, di sottoporre l’intera categoria di articoli a prove d’uso e di obbligare i produttori a segnalare in etichetta allergeni e irritanti.

DIFFUSORI GEL - PEGGIORI

MARCHIO

PRODOTTO

INQUINANTI

Air Wick

Decosphere Vanilla & Orchidèe

Benzene, irritanti, allergeni e sostanze sospette cancerogene

Glade

Gel lavanda e violetta

Irritanti, allergeni, muschi artificiali, dietilftalato e sostanze sospette cancerogene

Ambi pur

Odyssey

Formaldeide, eteri di glicole, allergeni, e sostanze sospette cancerogene

Compagnia delle indie

Profumi d’oriente

Fragranze new age

Irritanti, allergeni, eteri di glicole e sostanze sospette cancerogene


INTERVISTA AL TECNICO DI JOHNSON WAX ITALIA

"Test di sicurezza? Da noi mai fatti"

GLI INDUSTRIALI SORPRESI E PREOCCUPATI SI DICHIARANO PERÒ APERTI AL DIALOGO.

L’accusa di produrre deodoranti per interni pericolosi per la salute umana, e potenzialmente cancerogeni, alle aziende proprio non va giù. Di fronte ai dati sconcertanti del test europeo si mostrano sorprese e preoccupate. Attraverso la posizione unica di Assocasa, l’Associazione nazionale prodotti per la casa che le rappresenta in Italia, sollevano dubbi sulla modalità con cui sono state eseguite le misurazioni dei livelli di concentrazione dei composti organici volatili trovati nell’aria, ma poi si dichiarano disponibili ad aprire un dialogo con consumatori e istituzioni. Anche loro si chiedono da dove possono provenire gli inquinanti rilevati nelle esalazioni dei loro prodotti, pur confessando un grave difetto di negligenza: non aver mai eseguito prove d’uso per valutarne la sicurezza. "Prove di sicurezza simili a quelle fatte dalle associazioni dei consumatori, dai produttori non vengono mai eseguite", conferma Massimiliano Branchini, responsabile tecnico della Johnson Wax Italia, proprietaria del marchio Glade. E aggiunge: "Di solito prima di mettere i deodoranti in commercio si realizzano controlli e verifiche solo sulle formule. Il prodotto in uso viene provato solo per verificarne la performance, l’efficacia, la durata. Per i diffusori elettrici i controlli sono sull’impianto del dispositivo elettrico".

L’impatto sulla salute e sull’ambiente degli effluvi profumati, dunque, non rientra nelle preoccupazioni immediate delle aziende, ma perché avvelenare i deodoranti aggiungendo nelle formulazioni benzene e formaldeide, due sostanze la cui cancerogenicità è accertata? "La formaldeide è un conservante economico ed efficace, ma quasi più nessuno la usa", assicura Branchini. "Si ricorre piuttosto ai suoi precursori, come si fa con i cosmetici, perché le concentrazioni di formaldeide che rilasciano sono molto più basse. Per quanto riguarda il benzene, invece, è bene ricordare che la sua immissione in commercio è vietata, dal momento che è classificato come Cmr2. La presenza di tracce, però, è tollerata nella materia prima fino alla soglia di una parte per milione (lppm). Nei deodoranti per interni e nelle candele profumate potrebbero essere trovate delle impurità perché i solventi e le paraffine utilizzate per produrli sono derivati del petrolio, che a sua volta naturalmente contiene benzene".

In effetti, nei diffusori non può finire qualunque cosa. Seppur inadeguate per garantire la salute dei consumatori, infatti, esistono due direttive europee che regolamentano il settore: la 67/548/CE sulle sostanze pericolose, arrivata al suo diciannovesimo aggiornamento, e la 1999/45/CE sui preparati pericolosi. La normativa in vigore per i deodoranti casalinghi è molto meno rigorosa di quella che riguarda i cosmetici e in più soffre delle stesse anomalie. Una sostanza considerata un possibile disturbatore endocrino dannoso per il sistema riproduttivo, come il dietilftalato o dep, per esempio, può finire in un deodorante per la casa o in un profumo perché le norme italiane ne facilitano involontariamente l’uso. Tra le denaturazioni standard dell’alcol etilico a cui si può far ricorso per pagare meno tasse, se non si ha intenzione di produrre bevande alcoliche, la legge ne prevede per esempio una a base di dietilftalato.

DIFFUSORI ELETTRICI E CANDELE - PEGGIORI

MARCHIO

PRODOTTO

INQUINANTI

Air Wick

Mobil’ Air "vanilla &Orchidea"

Formaldeide, eteri di glicole, allergeni e sostanze sospette cancerogene

Glade

Circul’Air Orient night

Formaldeide, dietlftalato, allergeni e sostanze sospette cancerogene

Ambi pur

Harmony (Vanilla &giglio)

Formaldeide, eteri di glicole, allergeni e sostanze sospette cancerogene

Auchan

Profumo marino

Formaldeide, eteri di glicole, allergeni e sostanze sospette cancerogene

Air Wick

Magic candle

"Spice &cinnamon"

Irritanti, allergeni e sostanze sospette cancerogene

ANCHE DA NOI: BASTONCINI D’INCENSO I PIU’ TOSSICI

Tra i prodotti destinati alla profumazione degli ambienti interni, i bastoncini d’incenso sono risultati i più tossici di tutti. L’associazione di consumatori francesi "Que choisir" ne ha testato due confezioni che non sono in commercio in Italia, ma che assomigliano molto a quelle che troviamo in vendita anche nel nostro paese sulle bancarelle o sugli scaffali di negozietti e supermercati. Il risultato è preoccupante. I fumi esalati dalle stecche che bruciano contengono altissime concentrazioni di inquinanti. Ushuaia fleur de vanille, per esempio, su un’emissione di 1.725 mg/m3 di dietilftalato e 69 mog/m3 di formaldeide.

Oltre a subire le conseguenze dovute all’aumento del tasso di anidride carbonica e di polveri fini presenti nell’aria, a causa della combustione del bastoncino, chi utilizza l’incenso in questa forma paga lo scotto di non avere informazioni né garanzie

fonte:http://www.profumo.it/aromaterapia/veleni_profumati.htm