domenica 8 luglio 2012

Sperimentazione animale, il diritto di dire 'no'


La legge n. 413 del 12 ottobre 1993 approvata dalla Camera dei deputati e dal Senato 'Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale' tutela tutti coloro che sono contrari alla sperimentazione animale. Medici, ricercatori, studenti, personale sanitario possono scegliere - grazie a questa legge - di non svolgere attività che implichino la sperimentazione animale.


Perché un articolo su una legge approvata 18 anni fa? Perché, nonostante siano passati diversi anni, la legge n. 413 è ancora poco conosciuta e poco divulgata dagli enti pubblici, privati e dagli atenei e numerosi studenti e lavoratori non sanno che possono fare una scelta ben precisa che li esenta da effettuareesperimenti sugli animaliper studio o per lavoro.
Chiunque venga a conoscenza di questa legge o ne conosca già i contenuti è tenuto a divulgarla e a promuoverla: più persone si mostreranno contrarie alle attività che includono la sperimentazione animale, più forte sarà la possibilità di avvalersi di una ricerca scientifica basata solamente su metodi alternativi.
L'obiezione di coscienza è un diritto fondamentale del cittadino: l'art. 1 'Diritto di obiezione di coscienza' della suddetta legge riconosce ai cittadini che contestano qualsiasi violenza perpetrata nei confronti di qualsiasi essere vivente, "per esercizio alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici", la possibilità di dichiarare la propria obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale.
Quindi come apprendiamo dall'art. 2 'Effetti della dichiarazione di obiezione di coscienza', il personale sanitario, i medici, i ricercatori, gli studenti universitari che hanno presentato la domanda - esistono due differenti moduli da compilare, uno per medici e ricercatori e uno per gli studenti - possono scegliere di non svolgere attività che implichino la sperimentazione animale.

L'art. 3 della suddetta legge 'Modalità per l'esercizio del diritto' dispensa consigli pratici su come diventare obiettori. I lavoratoriche si apprestano a presentare domanda di assunzione o di partecipazione a concorso, sono tenuti a dichiarare la propria obiezione, compilando e presentando il modulo nel momento stesso in cui chiedono la possibilità di lavorare (o anche in un secondo momento) presso un determinato ente pubblico o privato in cui si utilizzano gli animali per la sperimentazione.
Gli studenti universitari invece, sono tenuti a compilare il modulo a inizio corso e presentarlo al docente, per evitare di svolgere attività o interventi di sperimentazione animale all'interno del corso stesso.

La dichiarazione di obiezione di coscienza può essere revocata in qualsiasi momento. La parte fondamentale di questo articolo è il comma 5: "tutte le strutture pubbliche e private legittimate a svolgere sperimentazione animale hanno l'obbligo di rendere noto a tutti i lavoratori e gli studenti il diritto ad esercitare l'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. Le strutture stesse hanno, inoltre, l'obbligo di predisporre un modulo per la dichiarazione di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale a norma della presente legge".
Molti docenti universitari e datori di lavoro, non solo non comunicano agli studenti o ai lavoratori che siano che possono godere di questo diritto, ma nella maggior parte delle volte ostacolano o discriminano chi esprime questa volontà - soprattutto i docenti universitari della cosiddetta 'vecchia guardia'. Innumerevoli volte ho sentito studenti universitari costretti per laurearsi nei tempi e per non essere discriminati a dover prendere parte a corsi nei quali sono previsti esperimenti con gli animali.
Ebbene, sappiate cari studenti che l'art. 4 'Divieto di discriminazione' prevede che nessuno di voi possa essere discriminato o svantaggiato rispetto agli altri studenti per aver scelto di obiettare alla sperimentazione animale. Nelle università gli organi competenti devono, per chi ha presentato la domanda, presentare modalità di insegnamento che non prevedano attività o interventi di sperimentazione animale, affinché lo studente possa tranquillamente prepararsi e superare l'esame.

Quindi se vi viene assegnata una tesi di laurea in cui sono presenti esperimenti condotti su animali potete tranquillamente chiedere al docente di presentare lo stesso argomento di tesi realizzato con metodi alternativi o presentare un altro argomento nel caso in cui non esistessero per quella tesi dei metodi alternativi. Oppure se state preparando un esame che prevede un'esercitazione pratica in laboratorio su animali potete chiedere al vostro docente di avvalervi dei metodi alternativi.
Idem per i lavoratori. Non è raro che talvolta, nonostante essi siano in possesso di tutti i requisiti per ottenere un determinato posto, non vengano assunti e vengano discriminati solo per aver presentato la domanda di obiezione. Fatevi valere!!!
Il comma 2 tutela proprio voi: i lavoratori dipendenti, pubblici o privati che hanno dichiarato la propria obiezione di coscienza hanno diritto ad essere assunti per svolgere attività diverse da quelle che prevedono la sperimentazione animale, ricevendo lo stesso trattamento economico e la stessa qualifica di chi invece ha deciso di non presentare la suddetta dichiarazione. Potete presentare la vostra domanda di obiezione di coscienza anche successivamente all'assunzione e, se lavorate come tecnici di laboratorio in un'azienda che svolge esperimenti su animali, non rischiate assolutamente il vostro posto, se decidete di diventare obiettori.

Oppure, per esempio, se venite assunti come addetti delle pulizie di un'azienda con stabulario potete tranquillamente rifiutarvi di pulire i laboratori in cui sono tenuti gli animali. È un vostro diritto! Presentando la domanda dovete essere necessariamente esentati dall'esplicare quelle funzioni.

manichinometodi alternativi (ricerca in vitro, studi statistici, ricerca genetica, manichini, simulatori) esistono e molti di essi hanno già sostituito l'utilizzo degli animali per vari esperimenti (alcuni test di tossicità su sostanze chimiche, produzione di insulina, test di gravidanza, produzione di acido ialuronico, produzione di anticorpi e molti altri ancora).
Nel mondo accademico e in quello della ricerca scientifica, sempre più professori universitari o scienziati o ricercatori dichiarano la propria contrarietà alla sperimentazione animale sia per motivi etici, sia per motivi scientifici. Ricordiamoci che il 90% dei farmaci testati su animali non supera le prove cliniche sull'uomo.

Allora perché continuare con queste pratiche obsolete e aberranti? Credo che ognuno di noi dovrebbe porsi certe domande: non sarà difficile, se siete ferrati sull'argomento, trovare delle risposte. Se invece siete a digiuno, forse è il caso di andare a fondo: se non volete farlo per motivi etici fatelo almeno per salvaguardare la vostra salute

fonte  : http://www.ilcambiamento.it/vivisezione/obiezione_coscienza_sperimentazione_animale.html



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