giovedì 9 agosto 2012

La prima medicina efficace per la cura del cancro venne scoperta sul campo di battaglia.

 Durante la prima guerra mondiale, i medici notarono che i soldati esposti al gas nervino iprite presentavano un numero di globuli bianchi al di sotto della norma. Provarono così a usare questa sostanza nella chemioterapia per combattere le leucemie e i linfomi scoprendo così il primo farmaco efficace contro il cancro.

Al contrario, sperimentando su animali si trovano sostanze che sono efficaci sulla specie animale usata, ma che possono esserlo o meno per l'uomo, rendendo così inutile l'esperimento sull'animale. Meglio concentrarsi sullo studio dell'uomo, che fornisce dati utili sulla specie che si intende curare, quella umana. Ad esempio, gli esperimenti su animali avevano suggerito che per la cura del cancro sarebbe stato utile l'acido folico. Negli esseri umani, il risultato fu disastroso: faceva peggiorare il cancro. Gli scienziati decisero quindi di provare a somministrare un farmaco che inibisse l'acido folico, il metotressato, direttamente all'uomo, in particolare a bambini che soffrivano di leucemia. Oggi, questa sostanza è un chemioterapico largamente usato. [1]
Per quanto riguarda la diagnosi, ogni genere di cancro è stato osservato prima di tutto su pazienti umani, e descritto su quella base. Come dichiara il dott. Alexander Haddow, "Gli effetti della leucemia sono stati determinati solo in base ad osservazioni cliniche. Le varie leucemie nei topi e ratti sono state relativamente refrattarie agli effetti dell'uretano, e i notevoli effetti negli esseri umani se ci si fosse limitati allo studio degli animali avrebbero potuto non essere mai scoperti. Questo ben descrive la pericolosità di un tale metodo di ricerca. [2]
[1] The Cancer Bulletin 1981;33:40-42
[2] BMJ, Dec 2, 1950, p. 1272

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