martedì 28 maggio 2013

Esempi di esperimenti animali finanziati dall’Alzheimer’s Society

La ricerca di un modello animale per la malattia di
Alzheimer è iniziata con sistematicità nel 1980. Nei
primi tentativi si iniettava cloruro di alluminio – una
sostanza corrosiva a tal punto che le persone che la
maneggiano devono indossare occhiali e guanti di
sicurezza – direttamente nei cervelli dei conigli ancora
in via di sviluppo.  Oggi, topi, ratti, scimmie marmoset e
lemuri sono gli animali più utilizzati.

I ricercatori non solo hanno sviluppato innumerevoli
tecniche per danneggiare il cervello, ma hanno anche
ideato metodi estremamente crudeli per valutare le
funzioni cerebrali una volta eseguita la procedura.
Attualmente i topi transgenici sono utilizzati per
riprodurre l’eccessivo accumularsi di proteina nel cervello.
Questi topi sono progettati per nascere con un gene
umano difettoso associato alla malattia di Alzheimer.
Spesso, tuttavia, essi non sviluppano la patologia desiderata
o la manifestano nelle aree “sbagliate”.

In un esperimento finanziato da Alzheimer’s Society,
Alzheimer Association, Alzheimer Research Trust e
Medical Research Council, i topi transgenici portatori del
gene umano difettoso sono stati incrociati con un altro
ceppo di topi transgenici portatori di un gene protettivo.
L’obiettivo era vedere se il gene protettivo avrebbe
bloccato o neutralizzato gli effetti del gene difettoso,
fornendo indizi per lo sviluppo di cure per l’Alzheimer.
I topi incrociati sono stati sottoposti a molteplici test di
memoria e comportamentali come strumenti di misura
dell’efficacia generale del gene protettivo. Come ci si può
aspettare dall’incrocio di due diversi ceppi di topi, alcuni
cuccioli sono nati con il gene protettivo, mentre altri no.
Le capacità fisiche di tutti i topi sono state valutate usando
il labirinto acquatico di Morris, una tecnica sviluppata 30
anni fa. Nonostante i topi abbiano molta paura di stare in
acqua, vengono costretti in una vaschetta rotonda dove
non possono toccare il fondo e dalla quale non possono
scappare. L’acqua nella vaschetta è appositamente fredda
in modo da provocare un nuoto affannoso che li può
portare allo sfinimento e all’annegamento quando non
sono tenuti sotto stretta osservazione.

Nell’esperimento di cui parliamo, i topi erano costretti a
nuotare fino a quando non veniva introdotta nella vasca
una piccola piattaforma sulla quale potevano riposarsi. Una
volta che avevano imparato a farlo, la piattaforma veniva
immersa di modo che non era più visibile sulla superficie
dell’acqua. L’obiettivo era sperimentare la memoria
spaziale degli animali. I topi con il gene protettivo l’hanno
eseguito un po’ meglio di quelli che ne erano privi
riuscendo a localizzare la piattaforma sommersa un po’
prima degli altri. Al termine, tutti i topi sono stati uccisi e i
loro cervelli esaminati.

Un esperimento simile è stato finanziato dall’Alzheimer
Society, stavolta per scoprire che effetto può avere lo stress
sulla produzione di “cattive” proteine nel cervello. (146)
Venti ratti maschi adulti sono stati divisi in quattro gruppi
di cinque animali ciascuno: un gruppo fu sottoposto a stress
per 20 giorni, uno per dieci, un altro ancora a uno stress
acuto di un giorno, l’ultimo era il gruppo di controllo.

L’esposizione allo stress è stata ottenuta mettendo i ratti
su una piattaforma elevata per 60 minuti. Mentre i ratti
liberi di vagabondare possono anche scegliere di salire in
alto, essere esposti a una grande altezza in un ambiente di
laboratorio è altamente stressante, come segnala
l’immediato rilascio degli ormoni dello stress nel sangue.
Questa risposta diminuisce in modo significativo dopo
10-20 giorni, una volta che gli animali si sono abituati alla
piattaforma, resta il fatto che hanno subito paura e stress
per un lungo periodo. Tutti i ratti sono stati uccisi 24 ore
dopo la loro ultima esposizione allo stress per misurare
l’impatto di ciò che avevano subito sul cervello.
I ricercatori hanno concluso che lo stress può influire sulla
produzione della proteina “cattiva” nel cervello, ma che
ulteriori studi sarebbero necessari per determinarne i
meccanismi esatti.

 A.M.

__________________
CUORE:


MORTALITA’. Anche in Italia, come nel Regno Unito,
le malattie del sistema circolatorio sono la causa di morte
più frequente: circa 240 mila decessi all’anno, pari al 41%
di tutti i decessi. Nel 2003, 81.500 persone sono morte per
malattie ischemiche del cuore (cardiopatie coronariche o Cdh)
PREVALENZA. Nel 2000 quasi 290 mila uomini e 78 mila
donne in età compresa fra 25 e 84 anni avevano superato un
evento coronarico acuto e quasi 400 mila persone tra i 65
e i 74 anni risultavano affetti da angina pectoris (170 mila
uomini e 215 mila donne). I dati non sono mutuamente esclusivi.
INCIDENZA. La stima per il 2000 è di 79 mila attacchi cardiaci
nella fascia di età 25-84 anni (52 mila negli uomini e 27 mila
nelle donne); a questi dati vanno aggiunti altri 100-110 mila
eventi “minori” all’anno registrati nella fascia di età che va
dai 35 ai 74 anni.


[Fonte: Istituto Superiore di Sanità]

MALATTIA DI ALZHEIMER:


PREVALENZA. Le persone che soffrono di Alzheimer sono circa 500 mila pari al 5% della popolazione di età superiore ai 65 anni.
Si stima che nel 2025 i malati di Alzheimer supereranno il milione, ma già oggi considerando tutte le forme di demenza, in Italia ci sono almeno un milione di malati.
L’INCIDENZA è di 0,7 casi all’anno ogni 100 abitanti di età
superiore ai 65 anni.
NEL MONDO. Si stima che nel mondo le persone che soffrono di una qualche forma di demenza siano 24,3 milioni. L’incidenza è di un nuovo caso ogni sette secondi.

PARKINSON:


PREVALENZA. Ne soffrono circa 220 mila persone.
INCIDENZA. Si stima che ci siano 20 nuovi casi all’anno ogni
100 mila abitanti.


[Fonte: Istituto Superiore di Sanità]

CANCRO:


MORTALITA’. Nel 2008 sono morte di tumore (escludendo il melanoma) 164.903 persone, di cui 93.688 uomini e 71.215 donne.
INCIDENZA. Escludendo dal conteggio i casi di melanoma, nel 2008 le nuove diagnosi di tumore sono state 339.795.
PREVALENZA. In crescita, nel 2007 era pari a 1,8 milioni di persone (fonte Istituto Superiore di Sanità)
INCIDENZA E MORTALITA’ IN EUROPA.
Secondo le stime dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) nel 2006 sono stati diagnosticati 3.191.600 tumori, esclusi quelli della pelle, e vi sono stati 1.703 mila decessi dovuti a una qualche forma di tumore.
Secondo l’Airtum (Associazione italiana dei registri tumori) in media un uomo su due e una donna su due/tre riceveranno una diagnosi di cancro nel corso della loro vita; un uomo ogni tre e una donna ogni sei moriranno a causa di un tumore.


[Fonte: Iarc e Istituto Superiore di Sanità]

sabato 25 maggio 2013

Animali artificialmente bioluminescenti


Esseri viventi geneticamente modificati dall'uomo per 

brillare, incrociando frammenti di DNA estratti da animali

 dotati di questa caratteristica.

Tra gli organismi bioluminescenti si contano 

molluschi, pesci, insetti, alcuni vermi nematodi e 

 funghi. Ma possiamo includere un’altra categoria

 di organismi bioluminescenti: gli esseri viventi 

geneticamente modificati dall’uomo per brillare, 

incrociando frammenti di DNA estratti da animali 

dotati di questa potenzialità.



Il primo animale fluorescente ad essere commercializzato è stato il medaka, o pesce del riso, lanciato sul mercato a Taiwan nel 2003. Fu subito seguito dal GloFish, un pesciolino tropicale reso fluorescente e venduto in molti Paesi del mondo.



Gatti

Nel 2007, la Gyeongsang National University

 di Jinju City, Sud Corea, ha creato due gatti

 che brillano se esposti a luce ultravioletta. Il

 gene per produrre la proteina fluorescente è

 stato aggiunto nelle cellule epiteliali di gatto.




Maiali
I maiali sembrano essere vittime predilette per le modifiche al genoma: un esempio è Enviropig, che emette meno fosforo di maiali tradizionali. Ma ci sono casi di maiali resi luminescenti grazie all'inserimento di geni provenienti da una medusa.





Bertucce
All' Università Keio di Tokyo sono state create nel 2009 Kei e Kou, due bertucce transgeniche. Il loro genoma è stato modificato per rendere i piedi fluorescenti. Questa modifica ha aperto la strada verso lo studio più approfondito di processi degenerativi neurologici.


Macachi 
Nel 2008, gli scienziati dello Yerkes National Primate Research Center hanno utilizzato delle proteine fluorescenti sui macachi per studiare la malattia di Huntington. Le proteine sono state inoculate attraverso un virus simile a quello dell' HIV.

Pesci
Di pesci bioluminescenti ne esistono già in natura. Ma il pesce angelo non è uno di questi. Nel 2012 sarà disponibile al grande pubblico un pesce angelo che si illumina alla luce ultravioletta, creato dall'Istituto di Biologia Organica e Cellulare di Taipei, Taiwan.

Topi
Nel 2004, i ricercatori della University of Pennsylvania hanno creato dei topi che brillano di luce verde se esposti agli ultravioletti.



Cani
Nel 2009, gli scienziati della Seoul National University hanno creato il primo cane geneticamente modificato dotato di fluorescenza rossa. "Ruppy" è stato il primo clone di un cane geneticamente modificato. La luminescenza è stato solo un effetto secondario che ha dimostrato l'effettiva diversità genetica della creatura clonata.

http://www.ditadifulmine.net

Agnelli   

Nel 2012 agnelli fosforescenti: a renderli così è un gene di medusa, grazie al quale gli animali si illuminano quando vengono esposti ai raggi ultravioletti. Gli artefici sono alcuni scienziati uruguayani, che hanno fatto nascere tre agnellini transgenici 

TGCOM24

Il senso di queste modifiche genetiche ? 


Dal momento che asseriscono a gran


 voce che  la sperimentazione animale è


 indispensabile per la salute umana e


 salvarci tutti dalla catastrofe delle


 malattie ?



Forse farci diventare tutti delle lampadine , per


risparmiare sui consumi energetici ? 


Optogenetica: usare la luce per controllare il cervello (di topo)




I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), utilizzando una tecnica chiamata optogenetica, sono riusciti ad attivare i neuroni di un topo da laboratorio tramite un impulso luminoso, riuscendo a far affiorare nel roditore un ricordo specifico.

La ricerca ha inizio con questa domanda: è possibile che pochi neuroni possano scatenare un ricordo completo? La risposta non è delle più semplici, in primo luogo per la difficoltà di attivare piccoli gruppi di neuroni in modo selettivo. Le tradizionali tecniche di stimolazione cerebrale, la stimolazione elettrica e quella chimica, sono in grado di intervenire sul cervello in modo non specifico, e senza un tempo d'azione ben definito.



L'optogenetica è nata proprio per risolvere questi problemi. L'optogenetica è una combinazione di genetica e fisica della luce ottica, sviluppata per bersagliare tessuti viventi con stimoli luminosi della durata di qualche millisecondo.

Nelle cellule dell'ippocampo dei 
roditori è stato inserito un gene che codifica una 

proteina sensibile alla luce, in modo tale che i neuroni

 dell'animale potessero rispondere a un fascio luminoso 

di determinata intensità e frequenza.

La speranza dei ricercatori era che, attivando i neuroni dell'ippocampo tramite la luce, il cervello del roditore potesse far emergere attivamente un ricordo immagazzinato nella memoria. 


Ma come creare un ricordo nella memoria di un topo? Tramite i soliti, vecchi metodi: al povero animale è stata somministrata una scarica elettrica di bassa intensità ad una delle zampe, in modo tale che il topo reagisse come fanno solitamente i roditori: si immobilizzano sul posto.

Il topo ha velocemente imparato ad associare l'ambiente

 in cui gli veniva somministrata la scarica con la scarica 

elettrica stessa, creando un ricordo della "gabbia del 

dolore" ben scolpito nella sua memoria.


Il passo successivo è stato quello di tentare di attivare artificialmente la memoria del topo per far affiorare il ricordo della scarica senza che il roditore si trovasse nella gabbia di sperimentazione.


Direzionando un fascio di luce sull'ippocampo, i ricercatori sono stati capaci di attivare una porzione di neuroni legati alla memoria, ottenendo in risposta una reazione del tutto identica a quella osservata successivamente ad una scarica elettrica.


Gli ambienti e le condizioni di sperimentazione sono stati molteplici, per escludere l'ipotesi che la luce potesse mandare in "corto circuito" il cervello del topo ottenendo un effetto del tutto simile alla reazione all'elettricità del roditore.


optogenetica topo


Il team ha testato i topi geneticamente modificati, ma senza il condizionamento della scarica elettrica; ha poi verificato se topi privi di proteine fotosensibili riuscissero ad ottenere risultati simili; ha quindi messo alla prova alcuni roditori in un ambiente non associato ad alcun brutto ricordo, una gabbia del tutto nuova e incapace di somministrare scariche.


Solo i topi condizionati dall'elettricità e provvisti di proteine fotosensibili hanno mostrato una reazione identica a quella scatenata dalla scarica elettrica, rafforzando l'idea che la luce abbia effettivamente fatto affiorare questo brutto ricordo dalla memoria del topo.


Questo esperimento suggerisce la possibilità di controllare il flusso mnemonico di un essere vivente (per ora, solo un topolino) tramite un semplice fascio di luce.
Le potenziali applicazioni sull'essere umano sono ancora troppo lontane 


http://www.ditadifulmine.net

Ecco qui un altro esperimento al fine di ???????? fare sapere al topolino che se gli si fa' del male in un determinato ambiente e modo , non ripeterà l'azione che gli ha determinato quel malessere ? Ma se dopo l'esperimento verrà soppresso a cosa gli sarà valso saperlo ???????????????



Topi trasformati ma non per fini della salute umana

Se ne parla spesso  di esperimenti fatti sugli animali , ma che non hanno nessuna utilità sull'uomo , eppure i ricercatori che sperimentano su animali , i vivisettori e i loro sostenitori cercano di convincerci sempre , del contrario affermando che la sperimentazione animale detta comunemente s.a. ( mai dire vivisezione altrimenti sottolineano che non esiste più , secondo loro ) sia ed è INDISPENSABILE PER L'UOMO , certamente è indispensabile per l'uomo che usa questa ricerca e questo metodo PER ASSICURARSI CARRIERA PROFITTI E UN BEL CONTO IN BANCA ..
A volte più che ricercatori , sembrano gli scienziati pazzi che sentendosi Dio , manipolano con tanta facilità altri esseri viventi , divertendosi a fare appunto esperimenti giusto per il gusto di vedere che effetto fa' , e soffrano di quella curiosità sadica da indursi a provare una qualsiasi cosa , sui loro giocattolini vivi ! Usando la maschera della scienza , e il parolone ricerca scientifica , e dal momento che questa pratica è legalizzata non hanno alcun scrupolo sentendosi nel giusto , senza neppure porsi il dubbio se in loro vi sia quella moralità o spinta verso una ricerca davvero mirata , per il bene della salute umana e il progresso della medicina ! Per quanto ci si possa esprimere , sui loro comportamenti verso gli animali e l'umanità stessa , si sentiranno sempre dalla parte della ragione e della legalità , quel male oscuro che spegne la luce della coscienza e della consapevolezza , non permetterà a questi individui di mostrare il limite tra la scienza e la natura inviolabile , dimenticandosi di essere parte della natura e non PADRONI DI ESSA !
E a tele proposito vorremmo citare appunto uno dei tanti esperimenti fatto su topi ( naturalmente perchè l'animale meno costoso e più gestibile , ma non fateglielo sapere  vi risponderanno che non è vero , perché è quello più simile all'uomo e sottolineiamo simile , quindi non umano )

nelle mani dei ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston (Usa).A causa della  manipolazione 

( e qui entra il loro supremo potere di devastare ciò che la natura ha dato ) 
di un singolo gene, il team di studiosi statunitensi è riuscito nell’intento di potenziare il cuore di alcuni roditori, con risutati che normalmente si ottengono negli animali da laboratorio con due settimane di allenamento di resistenza.

La modifica del gene ha permesso di far proliferare i cardiomiociti (le cellule muscolari delcuore) delle cavie da laboratorio. Alla fine dell’esperimento, il numero di cardiomiociti era aumentato al punto da essere paragonabile a quello di roditori che NUOTANO TRE ORE AL GIORNO ....(.si avete letto bene , li costringono nelle vasche d'acqua a nuotare per tre ore di fila )

Se siete degli inguaribili pigroni forse avrete pensato a mettervi nelle mani dei genetisti americani per ottenere gli stessi risultati dei topi. 


spiacente: i ricercatori hanno già specificato che

LA MANIPOLAZIONE NON PUO' ESSERE 


ESEGUITA SUGLI ESSERI UMANI

Ovviamente devono mettere una pezza altrimenti che senso avrebbe questo esperimento fine a se stesso ? ( si perderebbero i finanziamenti e le donazioni , che consentono di mantenere attiva la sperimentazione animale )quindi la chicca che illumina la speranza e giustifica il fine dicendo  che : lo studio comunque ha valore scientifico, perchè in futuro POTREBBE (<-- ed ecco appunto la parolina ad effetto  che produce la speranza , con tanto di progetto per giustificare e motivare il fine --> ) aprire le porte a nuove trattamenti per la riparazione dei cuori umani danneggiati, basati proprio sulla rigenerazione muscolare che si può ottenere con la manipolazione genetica. 

MA IN UN FUTURO SIETE PRONTI A FARVI


 MANIPOLARE GENETICAMENTE ? PER


 POI MAGARI FARCI  NUOTARE PER TRE


 ORE DI FILA CON LA CONCLUSIONE CHE


 L'ESPERIMENTO è RIUSCITO ? 


 Non credo  succederà , ma haimè ci sono 


ancora gli illusi , che lasciano le speranze e la 


loro vita in mano a questi , convinti che la 


sperimentazione animale , serva per il bene 


della salute umana , quando in realtà non 


serve nemmeno per il bene della salute 


animale ! Basti solo domandarsi come mai gli 


animali stessi continuino a morire delle loro 


stesse malattie, dopo secoli di esperimenti 


assurdi eseguiti su di loro ! 


La notizia che ho commentato con una mia riflessione personale , l'ho presa su :

Genetica: topi trasformati da sedentari a “fit”


Scimmie chimeriche e umani ibridi

Il 2012 inizia con un evento per la scienza: nate le prime scimmiette «chimera», cuccioli il cui corpo è un puzzle di cellule con diverso Dna, come se ciascuna scimmietta fosse il mix di più scimmie diverse. Annunciato sulla rivista Cell, è il traguardo raggiunto «incollando» insieme cellule di tanti embrioni di scimmie e creando così un unico embrione chimera poi fatto sviluppare nell’utero di una mamma scimmia.
Le scimmiette sono sane e normali. Il loro corpo è un puzzle di cellule con Dna diverso: ciascun cucciolo, in pratica, racchiude in sè almeno sei diverse identità genetiche. È come se un braccino fosse di una scimmia, l’altro di un’altra, la bocca di un’altra ancora e così via. Le chimere sono nate unendo cellule embrionali "totipotenti": gli esperti hanno raccolto queste cellule da diversi embrioni di scimmia e le hanno messe l’una accanto all’altra. Queste hanno unito le forze e formato embrioncini che poi sono stati impiantati nell’utero di scimmie.
L’esperimento è di Shoukhrat Mitalipov del Oregon National Primate Research Center presso la Oregon Health & Science University 
fonte : http://multimedia.lastampa.it/multimedia/la-zampa/lstp/108263/
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Le scimmie Roku, Hex e Chimero, sono state  create utilizzando parti di animali diversi, ma non attraverso ritagli fisici, alla frankenstein per intenderci; i ricercatori hanno invece “mescolato” i loro genomi. Roku e Hex sono gemelli, nati dall’unione di materiale genetico proveniente da 6 diversi embrioni. Le cellule embrionali non fuse tra loro – quindi ognuna ha conservato il suo patrimonio genetico individuale – sono state inserite in una blastocisti di scimmia rhesus e successivamente impiantate nell’utero di una scimmia rhesus.
Le scimmie nate sono quindi l’effetto di più embrioni, ognuno dei quali si è differenziato senza fondersi con gli altri, dando poi vita a tessuti e organi. I primati così ottenuti sono pertanto portatori del corredo genetico di sei individui diversi.

Un mosaicismo mai realizzato finora, anche perché la ricerca sulle cellule staminali derivate da embrioni – definite totipotenti poiché prelevate dall’embrione a uno stato molto primitivo, nel momento in cui possono differenziarsi in qualsiasi organo o tessuto – ha sempre puntato alla risoluzione del problema di fondo di questa applicazione dell’ingegneria genetica: il controllo della differenziazione.
La tecnica utilizzata con queste scimmie desta ancor più stupore, se si pensa che gli embrioni si sono “divisi i compiti” in modo per certi versi impensabile. La scoperta apre un vaso di pandora su una serie di problemi etici, primo tra tutti l’eventuale utilizzo sugli uomini.
Sarà possibile creare un embrione multi-embrionale umano?
Viene da pensare che, se si è fatto sulle scimmie, gli scienziati vorranno estendere le potenzialità di questa ricerca agli uomini, come dichiarato tra l’altro dai ricercatori della Oregon Health and Science University, creatori delle scimmiette chimeriche.
Superfluo rimarcare, ancora una volta, come gli zelanti oppositori a questa estensione all’umano non si siano invece mai interrogati sull’eticità della sperimentazione ai danni delle scimmie. A questo punto ci chiediamo: – E se non funzionasse sull’uomo come sulle scimmie? E se le speranze per la medicina rigenerativa fossero disattese a causa della diversità tra uomo e scimmia?
Ricordando Jonas, ci domandiamo:  – Ma prima di effettuare queste ricerche, e sacrificare tanti esseri viventi in nome di un forse, e di una speranza, non sarebbe meglio interrogarsi prima sul nostro ruolo nell’universo e sulla responsabilità che ci dovrebbe guidare?


di Paola Sobbrio

Chi è Paola Sobbrio

Paola Sobbrio è laureata in Giurisprudenza ed è dottore di ricerca in Normative dei paesi della Cee sul benessere e la protezione animale. Attualmente  è assegnista di ricerca presso la facoltà  di Giurisprudenza  della Università  degli Studi di Messina. Collabora, inoltre, al progetto Xenome sugli xenotrapianti commissionato dalla Commissione Europea nell’ambito del Sesto Programma Quadro. E’ fondatrice dell’Istituto Italiano di Bioetica Sezione Sicilia.

fonte : 
http://www.orsidellaluna.org/2012/02/scimmie-chimeriche-e-umani-ibridi/

Non permetterlo , non essere complice











Non è opinione animalista , ne opinione etica o morale ! Ma opinione di medici ricercatori scienziati , che la sperimentazione animale è pericolosa per la salute dell'uomo , oltre che inutile tortura agli animali , che in questo modo diventano solo modello , per garantire finanziamenti e donazioni ad associazioni ed a alcune università ove vi sia uno stabulario , per sperimentazione animale .
E questo in parte si è complici , quando si fanno donazioni , offerte a questi enti , se tutti noi decidessimo di smettere di finanziare questi progetti , che non portano a nessun risultato risolutivo sulla salute umana , dovrebbero indirizzarsi a fare ricerche vere e non le solite ripetitive in cerca del miracolo !
Se davvero ci tieni alla tua salute e alla salute dei tuoi cari , dovresti fermarti e riflettere che un obbligo imposto , non è detto che sia giusto , ma solo un assicurazione economica che frutta soldi , e tu sei dentro questo sistema che garantisce il profitto , illudendoti ed illudendo i tuoi cari e tutta l'umanità , che un solo animale sarà la salvezza da malattie incurabili per tutti gli uomini ! 







Serve essere uno scienziato per capire che un topo , un cane , una scimmia , un maiale e altri animali , non possono essere te ? E una malattia artificiosa costruita su un animale sano , non risponderà alle cure come una malattia spontanea umana su un umano ?
SEI TU L'UOMO DEL FUTURO , CHE GARANTIRà UN FUTURO MIGLIORE AI TUOI PROSSIMI , LIBERALI DALL'INGANNO E COMBATTI CONTRO QUESTO SISTEMA , CHE TI VUOLE VITTIMA E CLIENTE , E NON UNA PERSONA SANA !
E chi crede che invece non sia possibile ...come può pensare che questi cerchino di salvare tutti , per poi dire ok ora siete tutti sani chiudiamo i battenti è stato bello tanti saluti e baci ?
COMINCIA A USARE LA TUA TESTA.....RIFLETTI ...E REAGISCI ....MA SOPRATUTTO DONA A CHI HA VERAMENTE BISOGNO DI AIUTO ...E NON CHI HA SOLO BISOGNO DI SOLDI PER FARTI SPERARE !




Informarsi è informare

 guarda e diffondi questo video. 

Non è un video cruento,ma un video 

informativo ,che cerca 

di diffondere i dati sull'inganno 



scientifico della sperimentazione con 


animali. Guardalo su questo link 

---> http://vimeo.com/64377483

mercoledì 22 maggio 2013

Cavie umane per industrie farmaceutiche


di Romina Malizia Blog
Qualche giorno fa ho letto la notizia-scandalo relativa alla Germania, “cavie umane” utilizzate inconsapevolmente dalleindustrie farmaceutiche occidentali. A dir poco agghiacciante, in molti casi le persone volontariamente si mettono a disposizione di sperimentazioni per riuscire ad ottenere un “rimborso spese” notevole altre volte non sanno di essere cavie di laboratorio. E’ sconvolgente pensare agli effetti collaterali che si possono riscontrare a breve e lungo termine, non giudico la vita degli altri ma non è possibile offrire se stessi per “30 denari”. Nel migliore dei casi si verificano lievi complicazioni, nei peggiori si può morire ed i soldi di certo non possono comprare un’altro corpo. Se ci pensiamo bene tutti noi assumiamo farmaci che creano dipendenza ed a loro volta curano una malattia e provocano un’altro tipo di patologia. Sono contraria alle medicine in genere, poi avere la conferma di essere cavie inconsapevoli è veramente terrificante. Svegliatevi tutti, ribelliamoci! Nell’articolo possiamo leggere:
Essere usati come cavie senza saperlo. È ciò che sarebbe accaduto a circacinquantamila pazienti ricoverati in seicento ospedali della Germaniadell’Est, la DDR, negli anni Ottanta. A rivelarlo il settimanale tedesco Der Spiegel che cita, tra le fonti, atti del ministero della Sanità di allora e della Stasi. I test sarebbero stati commissionati dalle maggiori farmaceutiche occidentali e pagati profumatamente.
“Mostra – spiega Roland Jahn, commissario per gli archivi della Stasi – che la Repubblica Democratica tedesca, volendo valuta straniera, non pensava agli effetti sui pazienti. E che il ministero per la Sicurezza di Stato (la Stasi) monitorava questo commercio che portava valuta straniera facendo in modo che nessuno potesse disturbare quegli affari”.
Ai pazienti venivano somministrati farmaci ancora in fase disperimentazione. Cinquanta le ditte farmaceutiche che avrebbero dato in appalto, tra il 1983 e il 1989, almeno 165 studi, pagando fino a 860mila marchi occidentali (circa 440mila euro). Le aziende negano sostenendo che a tutte le persone veniva fatto firmare preventivamente un consenso informato.
Possiamo leggere qui la testimonianza di uno dei pazienti sottoposti a sperimentazione a sua insaputa:
“Vi racconto che significa essere una cavia umana”
Der Spiegel incontra un paziente usato per i test delle aziende farmaceutiche occidentali nella DDR
Der Spiegel presenta la testimonianza di uno dei pazienti prestati a “cavie umane” dalle case farmaceutiche occidentali: ecco cosa accadeva durante gli anni della Repubblica Democratica Tedesca. LE CAVIE UMANE – Der Spiegel, dopo aver raccontato lo scandalo delle 50 mila persone utilizzate come cavie umane poiché vittime di test clinici a loro insaputa, riporta la testimonianza dell’uomo che si definisce come “l’unico sopravvissuto della clinica di Lostau”Hubert Bruchmueller ha raccontato al giornale tedesco la sua esperienza che risale alla fine degli anni ’80. Der Spiegel ha spiegato che “i produttori farmaceutici offrivano fino a 800 mila marchi tedeschi per ogni studio”. Attualmente, i documenti riservati della DDR e della Stasi sono sotto esame e coinvolgono le case farmaceutiche: Hoechst, Sandoz, Boehringer-Mannheim, Bayer, Schering AG ma anche 600 cliniche
LA TESTIMONIANZA – “Hubert Bruchmueller è finito nella clinica diLostau sotto “consiglio del suo medico curante”, scrive Der Spiegel, dell’uomo che oggi ha 59 anni e che ha ingerito “pillole dal colore giallo che venivano da un barattolo con su scritto ‘Pillole per il cuore, paziente numero 030″ . Le pillole erano dell’azienda farmaceutica Sandoz, oggi Novartis. Bruchmueller è uno dei 50 mila pazienti che hanno fatto da tester umano sulla propria pelle per le aziende farmaceutiche. I test riguardavano farmaci per  terapie chemioterapiche e per il cuore. Il testimone di Der Spiegel ha ‘testato’ la seconda opzione e ha raccontato che “Secondo quanto risulta dai documenti, il paziente 029 morì  per insufficienza cardiaca” e questo porta all’interruzione del test da parte di Sandoz, senza mai chiarire le cause del decesso del paziente. La testimonianza di Bruchmueller è molto importante perché il paziente ha conservato la scatola Sandoz con ancora all’interno alcune pillole gialle, in più è uno dei pochi ad aver visionato – anche se per pochi istanti – la sua cartella clinica ma la verità su quanto accaduto nel 1989 è ancora lontana.
Possiamo ancora leggere delle sperimentazioni e cavie umane in Svizzera edIndia:
Diventare cavia umana in Svizzera: ne vale davvero la pena?
Hai bisogno di soldi? Se sei abbastanza coraggioso, in Svizzera cercano cavie umane per testare dei nuovi medicinali. La retribuzione è molto buona, ma siamo sicuri che valga davvero la pena mettere in gioco la salute?
Diventare una cavia umana: sembra quasi il soggetto per un film, ma in realtà è una, chiamiamola “professione“, che si sta sviluppando negli ultimi tempi specialmente nel Nord Italia.
Come funziona esattamente? Semplice, si mette a disposizione il proprio corpo per il testaggio di nuovi medicinali in via di sperimentazione. In Italiafare la cavia umana è illegale, tant’è che molto spesso i farmaci vengono testati sugli animali o al massimo su soggetti particolari. Proprio per il fatto che nel nostro paese non è possibile fare le cavie, negli ultimi tempi è diventato d’uso diffuso recarsi in Svizzera per prestarsi a delle sperimentazioni su determinati farmaci. Sui forum si trovano testimonianze di persone che hanno fatto le cavie umane, e alcune di esse raccontano la loro esperienza: ad esempio, si legge che in una clinica del Canton Ticino vengono reclutate persone in buona salute, le quali vengono sottoposte a test ed esperimenti vari finalizzati alla scoperta di effetti collaterali relativi ad antiacidi per lo stomaco e regolatori tiroidei.
Si tratta quindi di farmaci molto potenti con i quali non c’è da scherzare; bisogna oltretutto considerare il fatto che, per realizzare questi test, è necessario sottoporsi a prelievi, flebo, sonde e chi più ne ha più ne metta. Inoltre gli effetti collaterali che si possono verificare ingerendo o facendosi iniettare questi farmaci sono alquanto imprevedibili. La retribuzione? Alta, circa 1200 euro per una settimana di degenza in ospedale; un prezzo alto per un sacrificio altrettanto elevato. Pensate ne valga davvero la pena mettere così a rischio la propria salute?
“Io, cavia umana in Svizzera per colpa della crisi”
Sono 750 gli italiani che ogni anno si presentano nella clinica in cui si testano i farmaci. Il proprio corpo in cambio 1.200 euro
Sulla cannula ci sono delle tacche. Indicano la profondità con cui la sonda è penetrata nello stomaco. La mia dice 40, vuol dire che il sondino naso-gastrico non è ancora entrato quanto dovrebbe, da qualche parte tra il naso e lo stomaco è rimasto incastrato. I due medici davanti a me ripetono di respirare a fondo e di bere, provano a spiegarmi dov’è l’ostacolo, ma non ce n’è bisogno, so bene che la sonda si è incastrata in gola, la sento e, quando spingono, la sento ancora meglio. È come avere una spina di pesce conficcata in gola, solo questa è lunga un metro e larga mezzo centimetro.
I conati rendono difficile ragionare lucidamente, con la coda dell’occhio continuo a controllare nessuno faccia cadere la telecamera nascosta, rendendo tutto questo vano. In qualche modo devo far entrare la sonda, altrimenti rischio di essere scartato. Come in un reality mi ritrovo in nomination, solo che in questa casa ci sono in palio altre 5 settimane da cavia umana. Da quasi un mese entro ed esco da questa clinica nel Canton Ticino, a pochi passi dal confine, dove mi hanno promesso 1200 euro in cambio del mio corpo per 6 giorni di ricovero (divisi in due periodi). Su di me e altri 27 soggetti sani, testano gli effetti di un antiacido per lo stomaco e di un farmaco per le disfunzioni tiroidee“qualcosa di molto simile a un ormone” mi hanno spiegato. Effetti collaterali? “Tachicardia, ansia, alterazioni della frequenza cardiaca, ma siete coperti da assicurazione!”. Nessuno mi sa dire cosa preveda la polizza.
Ai tempi della crisi, si sopravvive anche così. Per le cliniche svizzere questo è un business di tutto rispetto (le case farmaceutiche pagano cifre da capogiro per l’ultima fase di test sui farmaci da immettere in commercio), per chi vive nel nord della Lombardia quello delle cavie umane è un autentico ammortizzatore sociale. 600 euro per due giorni di “lavoro”, si arriva a 4000 franchi per due settimane. Soldi troppo facili perché chi si trova in difficoltà non ceda, soprattutto gli italiani. “Gli svizzeri non ci vengono qui – mi racconta il capo-infermiere mentre mi preleva il sangue – si vergognano. Non ne hanno proprio bisogno, questo è un paese ricchissimo. Il 95 per cento dei pazienti è italiano, il resto stranieri che vivono in Italia”. Non a caso le uniche tre cliniche che offrono questo genere di studi si trovano in un raggio di 30 chilometri dal confine e il personale medico è composto da soli italiani. Professionisti seri, gentili, la cui principale preoccupazione sembra quella di aiutare i connazionali in difficoltà che chiedono di partecipare al maggior numero di sperimentazioni possibile.
Come in una catena di montaggio le persone si avvicendano di continuo: fuori quelli dello studio appena concluso, dentro i nuovi. Si conoscono tutti, si chiamano per nome. L’usciere di un ospedale di Varese che non riesce a pagare gli alimenti all’ex moglie, si preoccupa di come spostare i turni nei giorni di ricovero. Accanto a lui tre brasiliani raccontano della loro scuola di ballo che non decolla, così ogni tre mesi si presentano oltre confine, spesso insieme alla casalinga rumena che mi ripete quanto le servano i mille euro con l’arrivo del secondo figlio. Poi gli studenti, giovanissimi. 700 euro sono 6 mesi di tasse universitarie. “In fondo abbiamo solo preso una pasticca e ci hanno tolto un po ’ di sangue, che male c’è?”. Perfino alcuni degli impiegati sono ex cavie. Il nuovo del gruppo si riconosce facilmente, se ne sta in un angolo, sembra vergognarsi: capelli bianchi, occhiali spessi, a parlargli della clinica è stato un collega più giovane. “Ho due figlie all’università, 1200 euro sarebbero una boccata d’ossigeno. Do un’occhiata, se non mi convince lascio stare. Tanto possiamo ritirarci, vero? Lei come ha scoperto di questo posto?”.
Invento, altrimenti dovrei spiegargli che sui forum studenteschi da mesi non si parla d’altro, che ci sono voluti due mesi solo per essere inserito in lista. “Siamo pieni, appena possibile la inseriamo”. Inventare, da quando sono qui, è fondamentale. Inventare una residenza a Varese, visto che per partecipare è necessario risiedere in un raggio di 100 km (se qualcosa andasse storto entro un’ora i medici devono potermi raggiungere); inventare una microcamera che non dia nell’occhio (un finto cellulare) quando ci hanno fatto firmare l’autorizzazione alla perquisizione dei bagagli. Inventare una storia credibile per settimane, mentre mi pesano, misurano la pressione, prelevano sangue. Lunghe chiacchierate da ricordare, per non cadere in contraddizione.
Intanto la sonda è scesa, la flebo rilascia grandi quantità del primo farmaco nella cannula che ho fissa nel braccio. Il mio compagno di stanza, un rappresentante di profumi di Saronno, mi racconta di come lui e la moglie a volte vengano insieme, doppia paga, “ci siamo pagati il matrimonio così”. Due studenti arrivano in ritardo, vedono il tubo nel naso, si spaventano e se ne vanno:“Pensavamo di prendere una pasticca, ma le cose nel naso non ce le facciamo infilare”. I medici attorno a me si agitano, la sonda dice che il mio stomaco non è abbastanza acido per assumere il secondo farmaco. Spostano su e giù il tubo, ancora conati: addio nomination, sono eliminato. I più dispiaciuti sembrano loro: “Se hai bisogno tra poco parte un nuovo studio, ti ci infiliamo”. Annuisco mentre faccio l’ultimo prelievo, una segretaria mi porta il compenso: 150 euro. Tanto vale una cavia che non arriva in fondo.
 In India sei una cavia e non lo sai
Farmaci gratuiti sono parte di test clinici; i pazienti sono all’oscuro di tutto Morire di un brutto male può essere un caso; morire (anche) perché i farmaci che dovrebbero curarci in realtà sono sperimentali, e ci vengono dati gratuitamente proprio
Farmaci gratuiti sono parte di test clinici; i pazienti sono all’oscuro di tutto
Morire di un brutto male può essere un caso; morire (anche) perché i farmaciche dovrebbero curarci in realtà sono sperimentali, e ci vengono datigratuitamente proprio perché siamo delle cavie a nostra insaputa, può essere diverso. E’ quello che sta succedendo in India dove, scrive il Washington Post, “la riforma delle regole per i test clinici ha fatto impennare il numero di cittadini che si sottopongono ad una tale pratica”; ma, spesso, con qualche dubbio sulla realtà dei consensi che vengono dati ai medici dai pazienti.
CAVIA A TUA INSAPUTA – Come il caso di Sharad Geete, che ha recentemente perso sua moglie, malata di Alzeheimer, prima di sapere che i farmaci che la curavano erano sperimentali: testati su di lei, s’intende. “Il medico ci disse che i farmaci sarebbero stati gratuiti e sarebbero stati lanciati presto da una compagnia straniera. Non ci è mai stato detto che fossero sperimentali, o in prova”, dice l’uomo: “Se l’avessi saputo, avrei rischiato?”. Ormai è troppo tardi per chiederselo, in effetti, ma il problema rimane. Un’indagine interna di uno stato indiano ha dimostrato che “sei dottori hanno violato gli standard etici nel raccogliere il consenso dei pazienti per la partecipazione ai test medici e non hanno compensato chi ha subito effetti collaterali”, il tutto in “76 test su 3300 pazienti fin dal 2006″. Dietro la formula “effetti collaterali” si nascondono esperienze che davvero non varrebbe la pena subire, mai. “Ero così stressato riguardo la salute di mia moglie”, dice Geete, “che ho detto, ok, ok, e ho firmato. Non abbiamo mai domandato nulla al dottore, ci fidavamo ciecamente. E’ rimasta legata al letto, ha smesso di parlare e di sentire. E’ diventata un vegetale”. E poi è morta, una delle “1700 persone che hanno preso parte a test clinici fra il 2007 e il 2010″, anche se nessuna autopsia è stata portata a termine per determinare le cause dei decessi.
UN RICCO BUSINESS – “L’India sta diventando un punto di snodo per il mercato dei test clinici, e gli indiani sembrano dei porcellini da cavia”, spiegaC.M. Gulhati, direttore del Monthly Index of Medical Specialities. “Le revisioni etiche sono una barzelletta, l’autorità di controllo approva tutte le proposte di test senza alcuno scrutinio. E i poveri pazienti, senza sospettare alcunché, diventano cavie, mentre gli ospedali guadagnano un sacco”. Quanto? Almeno 300 milioni di dollari nel solo 2010. “Un certo numero di medici lo ha trasformato in una fonte di guadagni”, spiega Anand Rai, medico del settore pubblico: “E la maggior parte dei pazienti non sa nemmeno cosa stia succedendo”. Con l’effetto, serio ed imprevisto, che gli ospedali perdono di credibilità: “Chi verrà più qui dopo queste vicende?”, si chiede un’impiegato dell’ospedale Indore, dove la Pfizer ha sospeso ogni test medico perché “le procedure non garantivano alcuna affidabilità e non venivano eseguite in maniera corretta”. Il governo ha raccomandato allora che “i medici registrino il processo del rilascio del consenso, e mettano dei pannelli dentro la struttura che informano i pazienti sui test in corso”; intanto gli attivisti dei diritti umani stanno collezionando “testimonianze firmate da centinaia di partecipanti ai processi di test e delle loro famiglie”. Presto, dicono, “inizieremo le cause legali” contro Big Pharma.