sabato 25 maggio 2013

Scimmie chimeriche e umani ibridi

Il 2012 inizia con un evento per la scienza: nate le prime scimmiette «chimera», cuccioli il cui corpo è un puzzle di cellule con diverso Dna, come se ciascuna scimmietta fosse il mix di più scimmie diverse. Annunciato sulla rivista Cell, è il traguardo raggiunto «incollando» insieme cellule di tanti embrioni di scimmie e creando così un unico embrione chimera poi fatto sviluppare nell’utero di una mamma scimmia.
Le scimmiette sono sane e normali. Il loro corpo è un puzzle di cellule con Dna diverso: ciascun cucciolo, in pratica, racchiude in sè almeno sei diverse identità genetiche. È come se un braccino fosse di una scimmia, l’altro di un’altra, la bocca di un’altra ancora e così via. Le chimere sono nate unendo cellule embrionali "totipotenti": gli esperti hanno raccolto queste cellule da diversi embrioni di scimmia e le hanno messe l’una accanto all’altra. Queste hanno unito le forze e formato embrioncini che poi sono stati impiantati nell’utero di scimmie.
L’esperimento è di Shoukhrat Mitalipov del Oregon National Primate Research Center presso la Oregon Health & Science University 
fonte : http://multimedia.lastampa.it/multimedia/la-zampa/lstp/108263/
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Le scimmie Roku, Hex e Chimero, sono state  create utilizzando parti di animali diversi, ma non attraverso ritagli fisici, alla frankenstein per intenderci; i ricercatori hanno invece “mescolato” i loro genomi. Roku e Hex sono gemelli, nati dall’unione di materiale genetico proveniente da 6 diversi embrioni. Le cellule embrionali non fuse tra loro – quindi ognuna ha conservato il suo patrimonio genetico individuale – sono state inserite in una blastocisti di scimmia rhesus e successivamente impiantate nell’utero di una scimmia rhesus.
Le scimmie nate sono quindi l’effetto di più embrioni, ognuno dei quali si è differenziato senza fondersi con gli altri, dando poi vita a tessuti e organi. I primati così ottenuti sono pertanto portatori del corredo genetico di sei individui diversi.

Un mosaicismo mai realizzato finora, anche perché la ricerca sulle cellule staminali derivate da embrioni – definite totipotenti poiché prelevate dall’embrione a uno stato molto primitivo, nel momento in cui possono differenziarsi in qualsiasi organo o tessuto – ha sempre puntato alla risoluzione del problema di fondo di questa applicazione dell’ingegneria genetica: il controllo della differenziazione.
La tecnica utilizzata con queste scimmie desta ancor più stupore, se si pensa che gli embrioni si sono “divisi i compiti” in modo per certi versi impensabile. La scoperta apre un vaso di pandora su una serie di problemi etici, primo tra tutti l’eventuale utilizzo sugli uomini.
Sarà possibile creare un embrione multi-embrionale umano?
Viene da pensare che, se si è fatto sulle scimmie, gli scienziati vorranno estendere le potenzialità di questa ricerca agli uomini, come dichiarato tra l’altro dai ricercatori della Oregon Health and Science University, creatori delle scimmiette chimeriche.
Superfluo rimarcare, ancora una volta, come gli zelanti oppositori a questa estensione all’umano non si siano invece mai interrogati sull’eticità della sperimentazione ai danni delle scimmie. A questo punto ci chiediamo: – E se non funzionasse sull’uomo come sulle scimmie? E se le speranze per la medicina rigenerativa fossero disattese a causa della diversità tra uomo e scimmia?
Ricordando Jonas, ci domandiamo:  – Ma prima di effettuare queste ricerche, e sacrificare tanti esseri viventi in nome di un forse, e di una speranza, non sarebbe meglio interrogarsi prima sul nostro ruolo nell’universo e sulla responsabilità che ci dovrebbe guidare?


di Paola Sobbrio

Chi è Paola Sobbrio

Paola Sobbrio è laureata in Giurisprudenza ed è dottore di ricerca in Normative dei paesi della Cee sul benessere e la protezione animale. Attualmente  è assegnista di ricerca presso la facoltà  di Giurisprudenza  della Università  degli Studi di Messina. Collabora, inoltre, al progetto Xenome sugli xenotrapianti commissionato dalla Commissione Europea nell’ambito del Sesto Programma Quadro. E’ fondatrice dell’Istituto Italiano di Bioetica Sezione Sicilia.

fonte : 
http://www.orsidellaluna.org/2012/02/scimmie-chimeriche-e-umani-ibridi/

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