domenica 9 giugno 2013

Noi non siamo gli erranti





A nessuno è dato permesso di decidere sulla vita sul dolore sulla sofferenza di alcun Essere Vivente , e nessun modo giustifica il mezzo , la Vita appartiene ad ognuno di noi ,ad ognuno di loro! Sia che siano Umani sia che siano Animali ! Chi lascerebbe sacrificare un innocente per il proprio interesse ? Per la propria salute ? Chi lascerebbe versare sangue grida dolore per se stesso ?

Perchè siamo noi gli erranti sostenitori della Vita ? Perchè siamo noi gli esaltati che percepiscono questo metodo solo come una tortura inutile inflitta ingiustamente ? Noi liberi dal dominio del denaro e del potere che osserviamo il volo di una farfalla con stupore e tenerezza perchè dovremmo essere gli erranti ?


Perchè ti vogliono fare credere che attraverso il dolore salveranno tuo figlio ?


hai mille e più motivi per non crederlo ma uno è fondamentale e si chiama dono ...SI DONO ! IL DONO DELLA VITA CHE NON ANELA DOLORE SOFFERENZA MA CHIEDE RISPETTO AMORE PER TUO FIGLIO E ATTRAVERSO LUI A TUTTE LE CREATURE INDIFESE COME LUI CHE NON SANNO COMUNICARE MA TU MADRE SAI COSA DICE ,TU PADRE GLI LEGGI NEGLI OCCHI


E UN ANIMALE NON E' DIVERSO DA QUEL TUO FIGLIO INDIFESO LANCIATO VERSO LA VITA PER VIVERLA ! come puoi permettere che si macchi di sangue la sua salvezza ? Come puoi permettere che il suo futuro sia in mano alla violenza vestita in giacca e cravatta seduta sul trono del potere ?


TU PUOI FERMARE TUTTO QUESTO SALVA TUO FIGLIO E TUTTI GLI INNOCENTI !


Lory Lo

Dichiarazioni del Dott. Vernon Coleman, Royal Society of Medicine








qualificato come medico nel 1970, per 10 anni ha lavorato come medico nel Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito

"Molti vivisettori continuano ad affermare che ciò che fanno aiuta a salvare delle vite umane. Ma stanno mentendo. La verità è che gli esperimenti sugli animali uccidono le persone, e chi effettua esperimenti sugli animali è responsabile della morte di migliaia di uomini, donne e bambini ogni anno."


"L'unica ragione che la vivisezione non è ancora stata arrestata è che la battaglia delle parole è stata combattuta, non solo contro le ondate di pregiudizio commerciale sostenuta, ma anche contro il mare apparentemente infinito di ignoranza e indifferenza"


LETTERA DI UN'ASPIRANTE RICERCATRICE PENTITA



Ognuno di noi ha un sogno, già da piccolissimi preferiamo i giochi che si addicono maggiormente alla nostra personalità, che ci permettono di mettere in pratica le fantasie e ci fanno credere ch
e un giorno il gioco diventerà parte del quotidiano.
Io da piccola sognavo di fare la veterinaria. L’amore per gli animali e il rispetto totale per la natura mi portavano a sperare che avrei potuto aiutare i miei amici a quattro zampe per professione. Negli anni del liceo la passione per la natura è rimasta e si è arricchita di conoscenze sui processi che mi circondavano e che finalmente potevo, oltre anche ammirare, capire. La voglia di comprendere ed interpretare i fenomeni mi ha spinto ad appassionarmi sempre di più alla scienza al punto di scegliere biotecnologie come facoltà universitaria.
Così è iniziata la mia avventura di aspirante ricercatrice. I laboratori universitari mi hanno aperto un mondo che fino a quel momento avevo ignorato: la sperimentazione animale. Come potevo conciliare il mio infinito amore per gli animali con il loro utilizzo a scopo scientifico?
Non è per niente facile per uno studente sottrarsi all’obbligo di visitare gli stabulari o di assistere a certi filmati che illustrano i protocolli sperimentali. In principio mi sono un po’ autoconvinta ripetendomi che se la scienza deve progredire è necessario passare per certi sacrifici. Continuavo a ripetermi: “Se avessi un figlio malato sarei grata ai ricercatori di aver messo a punto delle cure anche se queste fossero derivate da esperimenti in vivo.” Ho continuato il percorso cercando di scegliere laboratori in cui l’utilizzo di cavie era scarso o assente ed era maggiore l’uso di campioni di derivazione umana. Il crollo delle mie convinzioni è arrivato inesorabile quando ho cominciato il dottorato. Ho assistito impotente a barbarie inaudite e assurde. Avevo ormai acquisito conoscenze sufficienti per capire che nella maggior parte dei casi i modelli animali sono ricreati in modo totalmente artificiale, non c’è nulla di fisiologico e in ogni caso nulla che avverrebbe con le stesse modalità nell’organismo umano quindi i risultati sono fuorvianti se non addirittura falsati.

Ho visto poveri topini venire continuamente accoppiati tra loro fino a generare progenie deformata dalla consanguineità, ratti lesionati a livello cerebrale per causare alterazioni che simulassero malattie neurodegenerative, animali perfusi mentre il loro cuore batteva ancora. È vero conoscevo le pratiche sperimentali perché più volte, leggendo i materiali e metodi degli articoli specializzati, ne avevo studiato i dettagli, ma vederli con i miei occhi era diverso e cancellava finalmente quell’assurda autoconvinzione. La cosa peggiore è stata rendermi conto che questi orrori avevano spesso come unica finalità la pubblicazione di articoli che potessero aumentare la notorietà del laboratorio garantendo altri finanziamenti con cui svolgere nuovi esperimenti fini a se stessi. Mi rendevo sempre più conto che i risultati importanti erano pochissimi e quasi sempre derivavano da esperimenti condotti su biopsie umane o colture cellulari.

Non ho portato a termine il dottorato. Davanti a certe cose la passione viene meno ma sono contenta di aver vissuto questa esperienza perché oggi posso affermare con consapevolezza e conoscenza che la vivisezione è una tortura di cui la scienza può benissimo fare a meno. Mi auguro che presto sempre più ricercatori investano capacità, fondi e passione nello studio di metodi alternativi.

F.P.


http://www.canefedele.com/lettera-di-unaspirante-ricercatrice-pentita/

venerdì 7 giugno 2013

Il 12-4-1973 il Messaggero riferiva

Il 12-4-1973 il Messaggero riferiva:

«Marino Vulcano, l'omicida sotto ipnosi, ha chiesto a una casa farmaceutica romana 200 milioni di danni. 
Il detenuto aveva usato un farmaco al Metaqualone, l'allucinogeno in libera vendita come sonnifero, che negli USA ha provocato 366 morti.

La richiesta di Marino Vulcano
ha fatto immediata eco alla diffusione della notizia della pericolosità della droga, che altera il sensorio e può spingere al suicidio come ad ogni altro gesto inconsulto.
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Protagonista del processo sarà questa volta il sonnifero a base di Metaqualone.
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È stato infatti sotto l'influsso di questo medicinale che il conte Vulcano, 40 anni, tre figli, coltissimo critico musicale, direttore di una casa editrice, dotato di una intelligenza che sfiora la genialità (lo hanno detto gli psichiatri), il 28 dicembre ha ucciso Carla Forti, una sua ex allieva che gli aveva dato un figlio... Che il Metaqualone potesse provocare assuefazioni, vere e proprie tossicomanie, tanto da essere
giudicato "di estrema pericolosità sociale", sono scoperte fatte solo recentemente in Italia dalle inchieste USA sulle 366 morti».
Il giorno dopo, i giornali riferivano che la Serono, la casa produttrice dell'Oblioser, il sonnifero a base di Metaqualone usato dal Vulcano, aveva modificato sostanzialmente le note
illustrative del farmaco, prima ancora che dagli Stati Uniti giungesse la notizia che la sostanza aveva provocato 366 morti. Nel foglio illustrativo accluso alle confezioni dell'Oblioser all'epoca del delitto, là casa produttrice sosteneva:
«A differenza degli ipnotici barbiturici, non determina assuefazione per cui può essere usato anche a lungo. Nella maggioranza dei casi riesce di una tollerabilità perfetta».

Queste affermazioni erano state in una susseguente edizione sostituite da un avvertimento che nella prima non compariva:
«Avvertenze: 

1) effetti tossici da alcool:
prima, contemporaneamente e dopo la somministrazione del farmaco l'ingestione di bevande alcoliche deve essere assolutamente evitata.
2) assuefazione:
il prodotto può dar luogo ad assuefazione ed

è pertanto consigliabile sospenderne ogni tanto l'uso».


Il Metaqualone non era né il primo né l'ultimo psicofarmaco che, ritenuto innocuo in seguito alle solite prove sui gatti, si era susseguentemente rivelato deleterio per la psiche umana.

Sempre nel 1973, una "Commissione di esperti" del segretario federale per la politica jugoslavo aveva pubblicato una lista di 200 medicinali vietati ai conducenti di automezzi durante la guida.L'elenco comprendeva soprattutto sedativi, antidolorifici e mezzi destinati a ridurre la pressione.Si era scoperto, con molti anni di ritardo, che questi farmaci si rivelavano particolarmente pericolosi se presi assieme a una bevanda alcolica. Erano menzionati alcuni nomi noti come Apaurin, Baralgin, Belergal, Distefen, Navisan, Optalidon. (Messaggero, 5-2-1973)

Evidentemente i gatti sui quali questi farmaci erano stati preventivamente sperimentati non
avevano accusato inconvenienti.

Forse perché i gatti non usano mettersi alla guida di automezzi? E tanto meno dopo aver alzato il gomito?

Chissà quanti incidenti mortali, quante tragedie erano state necessarie prima che la "commissione di esperti" jugoslava si decidesse a rilasciare quell'avvertimento ufficiale. Ma erano state probabilmente quelle stesse autorità a imporre le inutili, fallaci prove sugli animali, e senza dubbio continuano a chiederle ancora oggi, a scanso di responsabilità.


Oggi, nei foglietti illustrativi degli psicofarmaci, molti produttori cercano di mettersi al sicuro con l'avvertimento che questi prodotti possono dare imprevedibili reazioni se presi insieme all'alcool. Non è stato mediante esperimenti sugli animali che si è giunti a tale scoperta.


Quante altre tragedie saranno ancora necessarie prima che le autorità aprano gli occhi all'evidenza? Premesso che ne abbiano il desiderio. Nessuno potrà ormai più stabilire di quanti milioni d'incidenti automobilistici mortali avvenuti in tutto il mondo sono stati responsabili gli psicofarmaci, che i laboratori continuano a sperimentare sugli animali.Ma tutto ciò non è nulla a paragone delle notizie provenienti dal fronte del cancro.

Tratto da Imperatrice Nuda.
Capitolo: " Gli Psicofarmaci" (Pag.196)

Di Hans Ruesch.
Vedi qui: http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/ruesch_IN.pdf


"Nessuna specie animale può costituire modello sperimentale di nessun'altra specie"

soltanto un giudizio grossolano può accontentarsi di somiglianze morfologiche come "anche il cane, come l'uomo ha una testa, due occhi … un fegato, un cuore ecc."
Ed anche più grossolano e fuorviante è ricorrere a certe analogie comportamentali come "se pesto un piede al cane, urla; se pesto un piede all'uomo, urla; se sottraggo il neonato ad una mamma-scimmia, questa si dispera; se sottraggo il neonato ad una mamma-donna, questa si dispera" (quest'ultimo fatto è una verità tutta da riconsiderare; si veda il capitolo dove si parla di mamme-donne che vendono il loro figli alla vivisezione - cap. 117)
Queste analogie esistono e sarebbe stolto negarle, ma perché esistono?

Perché nascono da una radice comune; perché sono attributi indissolubili di quella entità imponderabile e indivisibile che chiamiamo VITA. Un'entità che pervade l'universo e possiede qualità immanenti, quale che sia l'essere in cui si manifesta, pianta, verme, uomo. (Che certi comportamenti abbiano una radice comune appare chiaro quando ci si soffermi ad osservare, senza pregiudizi scientismi, qualsiasi essere vivente: la ricerca del cibo, la fuga davanti al pericolo, l'anelito verso la riproduzione e altri comportamenti che vengano, in modo alquanto sbrigativo, chiamati "istinto", sono attributi indissolubili del fenomeno VITA).

Ma, tornando alle componenti materiali dei tessuti delle innumerevoli specie animali, ci si soffermi un momento sulle seguenti considerazioni:

possono essere considerate analoghe due specie animali, quando si sa che i tessuti di ciascuna specie sono costituiti da migliaia di proteine (circa diecimila) a cui nemmeno una appartenente ad una delle due specie è identica ad una corrispondente proteina dell'altra specie, e le cui molecole DNA (Acido Desossiribo Nucleico), al quale è dovuta la trasmissione dei caratteri ereditari, differiscono tutte tra loro nelle diverse specie? (La diversità tra le proteine e tra altri composti (principalmente polisaccaridi) delle diverse specie (animali e piante) è alla base di tutti i fenomeni immunitari, dall'allergia al rigetto).

Le molecole del DNA differiscono, nelle diverse specie animali, per la lunghezza della catena a doppia spirale, per il numero e per la disposizione dei nucleotidi che le compongono. Le combinazioni ipotizzabili in base al calcolo matematico sono miliardi di miliardi, cioè tante combinazioni, quante ne sono possibili tenendo conto del fatto che i nucleotidi del DNA umano sono circa 3 miliardi.

Un canone fondamentale, inderogabile per ogni esperimento scientifico, è la riproducibilità.

Un esperimento è riproducibile quando, eseguito in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e da parte di qualsiasi sperimentatore, dà un risultato sempre identico. Se ciò non avviene, vuol dire che qualcosa non va: o che la tesi è falsa, o che è indimostrabile (ad es. "tra mille anni il sole si spegnerà) oppure che è sbagliato il metodo adottato per dimostrarla.

Ora la domanda è questa: la sperimentazione nell'animale (uomo compreso) possiede il carattere di "riproducibilità"?

La risposta ci viene data da una ricerca eseguita nell'Università di Brema, dal titolo "Die Problematik der Wirkungsschwelle in Pharmacologie und Toxilogie" (Problematica della soglia d'attività in farmacologia e in tossicologia). (dati forniti dal Medico-Chirurgo dott. Werner Hartinger di Waldshut-Tiengen).

1) Alle radiazioni ionizzanti gli animali giovani reagiscono in modo diverso da quelli vecchi

2) Farmaci tranquillanti: forti differenze negli effetti, tra animali giovani e vecchi.

3) LD-50% (v. pg. 73): nelle prove eseguite di sera morirono quasi tutti i ratti; in quelle eseguite di mattina sopravvissero tutti. Nelle prove eseguite di inverno la sopravvivenza risultò doppia rispetto alle prove eseguite d'estate. Prove con sostanze tossiche eseguite su topi stabulati in gabbie affollate portarono a morte quasi tutti gli animali; sopravvissero, invece, tutti i topi stabulati in condizioni normali.

Gli autori della precedente ricerca, in base ai risultati ottenuti concludono che:

"se differenze ambientali così lievi determinano effetti così discordanti e imprevedibili, ciò significa che la sperimentazione sugli animali non dà nessuna affidabilità nel giudicare gli effetti di una sostanza chimica e che, a maggior ragione, sarebbe assurdo estrapolare alla medicina umana risultati che sono, intrinsecamente falsi."

E infine, si noti quanto segue: le precedenti osservazioni provengono, non da antivivisezionisti, ma da vivisettori, che hanno avuto l merito di definire i limiti di una metodologia nella quale, fino ad allora, certamente avevano creduto.


pag. 11-13
(dal libro di Pietro Croce "Vivisezione o scienza. Una scelta" - Terza Edizione)


fonte : https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra?ref=stream

martedì 4 giugno 2013

SOS Danno Vaccinale



danni vaccinali sono in netto aumento in tutto il nostro Paese, anzi sono in crescita in tutto il mondo industrializzato: negli USA si parla di un bambino con caratteristiche della sindrome autistica ogni 8-9 bambini di 3-4 anni di età.
I vaccini non sono sicuramente la sola causa, ma rappresentano probabilmente una delle principali. 

I Servizi delle ASL predisposti alle vaccinazioni sono soliti assicurare che i vaccini non causano alcun effetto indesiderato importante e, se ciò accade, è un evento eccezionale. Quindi, ci viene chiesto di vaccinare i nostri figli garantendoci che i vaccini sono utili, necessari e innocui; ma noi sappiamo che i vaccini sono farmaci e sappiamo che non esistono farmaci senza effetti indesiderati.

In Italia, vengono fatti passare implicitamente come obbligatori e inoculati, circa 25 vaccini (compresi i richiami) nei primi 15 mesi di vita del bambino.

genitori sono invitati a firmare il consenso “informato” prima di vaccinare i loro figli, ma non sono assolutamente informati dei possibili danni vaccinali se non in modo superficiale e rapido. Inoltre, se chiedono che il medico vaccinatore firmi lui stesso un documento in cui dichiara quello che assicura a voce, e cioè che il vaccino non recherà alcun danno al bambino, si rifiuterà categoricamente di firmare. Quello che è peggio, è che lo stesso Ministero della Salute non dispone di dati nazionali sulla reale incidenza annua dei danni da vaccinazione.

Eppure, chi si interessano di questo problema viene a conoscenza di innumerevoli effetti indesiderati delle vaccinazioni pediatriche, alcuni effetti sono lievi ma altri gravissimi; alcuni sono di breve durata ma altri sono irreversibili. In conclusione, tutto fa pensare che questo problema sia tutt’altro che eccezionale. Infatti, sono sempre più numerose le domande di indennizzo che i medici legali di questo settore ricevono da genitori convinti che i vaccini eseguiti abbiano gravemente danneggiato loro figlio (si rinvia ai siti CONDAV, COMILVA e CORVELVA).

Noi tutti abbiamo il dovere di segnalare i danni vaccinali e nello stesso tempo dovremmo conoscere la realtà italiana su questa piaga che affligge talvolta gravemente molte famiglie, perché pensiamo che non possiamo continuare a vaccinare i nostri figli senza sapere quanto questo trattamento sia veramente dannoso!

Pertanto, invitiamo tutti gli interessati a compilare la scheda visualizzabile in questo link.

Vogliamo conoscere tutti i danni o disturbi vaccinali, sia quelli recenti sia quelli accaduti molti anni fa; sia i danni vaccinali gravi, ma anche quelli lievi, passeggeri e/o localizzati; sia i danni organici veri e propri, sia i disturbi caratteriali o del sonno o dei ritmi di vita che sono insorti dopo la vaccinazione. Non ci interessano solo i danni vaccinali riconosciuti dal pediatra o dall’ASL, ma, oltre a questi, anche tutti i disturbi che i genitori hanno attribuito al vaccino o comunque che sono insorti in conseguenza della vaccinazione: da poche ore dopo, a molti giorni dopo.

Grazie per quello che ognuno farà per far conoscere e arginare, entro il suo possibile, l’estensione della grave piaga dei possibili danni dei vaccini pediatrici.
Il bene delle future generazioni dipende anche dalle nostre azioni.


Gravidanza: Fda lancia allerta su farmaco anti-emicrania

La Food and Drug Administration (Fda), organo americano di controllo dei farmaci e della sicurezza alimentare, ha lanciato l'allerta sull'uso in gravidanza di alcuni farmaci che prevengono l'emicrania

Ad essere sotto accusa è in particolare il valproato di sodio che potrebbe abbassare il  quoziente intellettivo dei nascituri. 

I prodotti con valproato controindicati includono anche l'acido valproico e il sodio divalproex. I farmaci che contendono valproato sono già stati riconosciuti associati a rischio per il feto. Il recente studio Nead (Neurodevelopmental Effects of Antiepileptic Drugs) ha fornito ulteriori prove che possono costituire un rischio per il QI, portando a un rafforzamento degli avvisi. 

Le donne incinte che prendono questi farmaci o che rimangono incinte mentre li stanno assumendo, dovrebbero dunque rivolgersi al medico e evitare di interrompere bruscamente l'uso perché in questo modo potrebbero originarsi problemi, anche fatali, per la donna e per il feto in via di sviluppo.

da informasalus.it

Canada: 17 bambini morti durante il trattamento con antipsicotici



Diciassette bambini canadesi sono morti durante 

l'assunzione di alcuni farmaci antipsicotici di seconda 

generazione ed altri 73 hanno avuto problemi di tipo 

cardiometabolico. A confermare queste cifre è Health 

Canada. I dati si riferiscono a i decessi e problemi 

cardiometabolico identificati prima del 31 dicembre 2012.


Sei i farmaci di seconda generazione coinvolti: clozapina, 

risperidone, olanzapina, quetiapina, aripiprazolo e 

paliperidone. Di questi, solo Abilify (Aripiprazolo) è 

approvato per i bambini sotto i 18 anni per il trattamento 

della schizofrenia e del disturbo bipolare.

Pur confermando la notizia, Health Canada riferisce che non 

è possibile determinare con precisione se gli effetti negativi 

individuati siano specificamente connessi con l'uso di questi 

farmaci, o se la causa possa essere rintracciata in altri 

farmaci o nella salute dei bambini.

Dr. Joel Paris, professore di psichiatria alla McGill University, 


si è detto molto preoccupato per il fatto che questi farmaci 

vengono prescritti a bambini molto piccoli e per trattamenti 

lungo termine, anche durante la fase di sviluppo dei 

bambini. Paris accusa quindi l'industria farmaceutica ed i 

suoi rappresentanti.

Fonte: La Presse

http://www.lapresse.ca/actualites/sante/201305/22/01-4653423-mort-suspecte-de-17-enfants-des-antipsychotiques-soupconnes.php