venerdì 7 giugno 2013

Il 12-4-1973 il Messaggero riferiva

Il 12-4-1973 il Messaggero riferiva:

«Marino Vulcano, l'omicida sotto ipnosi, ha chiesto a una casa farmaceutica romana 200 milioni di danni. 
Il detenuto aveva usato un farmaco al Metaqualone, l'allucinogeno in libera vendita come sonnifero, che negli USA ha provocato 366 morti.

La richiesta di Marino Vulcano
ha fatto immediata eco alla diffusione della notizia della pericolosità della droga, che altera il sensorio e può spingere al suicidio come ad ogni altro gesto inconsulto.
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Protagonista del processo sarà questa volta il sonnifero a base di Metaqualone.
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È stato infatti sotto l'influsso di questo medicinale che il conte Vulcano, 40 anni, tre figli, coltissimo critico musicale, direttore di una casa editrice, dotato di una intelligenza che sfiora la genialità (lo hanno detto gli psichiatri), il 28 dicembre ha ucciso Carla Forti, una sua ex allieva che gli aveva dato un figlio... Che il Metaqualone potesse provocare assuefazioni, vere e proprie tossicomanie, tanto da essere
giudicato "di estrema pericolosità sociale", sono scoperte fatte solo recentemente in Italia dalle inchieste USA sulle 366 morti».
Il giorno dopo, i giornali riferivano che la Serono, la casa produttrice dell'Oblioser, il sonnifero a base di Metaqualone usato dal Vulcano, aveva modificato sostanzialmente le note
illustrative del farmaco, prima ancora che dagli Stati Uniti giungesse la notizia che la sostanza aveva provocato 366 morti. Nel foglio illustrativo accluso alle confezioni dell'Oblioser all'epoca del delitto, là casa produttrice sosteneva:
«A differenza degli ipnotici barbiturici, non determina assuefazione per cui può essere usato anche a lungo. Nella maggioranza dei casi riesce di una tollerabilità perfetta».

Queste affermazioni erano state in una susseguente edizione sostituite da un avvertimento che nella prima non compariva:
«Avvertenze: 

1) effetti tossici da alcool:
prima, contemporaneamente e dopo la somministrazione del farmaco l'ingestione di bevande alcoliche deve essere assolutamente evitata.
2) assuefazione:
il prodotto può dar luogo ad assuefazione ed

è pertanto consigliabile sospenderne ogni tanto l'uso».


Il Metaqualone non era né il primo né l'ultimo psicofarmaco che, ritenuto innocuo in seguito alle solite prove sui gatti, si era susseguentemente rivelato deleterio per la psiche umana.

Sempre nel 1973, una "Commissione di esperti" del segretario federale per la politica jugoslavo aveva pubblicato una lista di 200 medicinali vietati ai conducenti di automezzi durante la guida.L'elenco comprendeva soprattutto sedativi, antidolorifici e mezzi destinati a ridurre la pressione.Si era scoperto, con molti anni di ritardo, che questi farmaci si rivelavano particolarmente pericolosi se presi assieme a una bevanda alcolica. Erano menzionati alcuni nomi noti come Apaurin, Baralgin, Belergal, Distefen, Navisan, Optalidon. (Messaggero, 5-2-1973)

Evidentemente i gatti sui quali questi farmaci erano stati preventivamente sperimentati non
avevano accusato inconvenienti.

Forse perché i gatti non usano mettersi alla guida di automezzi? E tanto meno dopo aver alzato il gomito?

Chissà quanti incidenti mortali, quante tragedie erano state necessarie prima che la "commissione di esperti" jugoslava si decidesse a rilasciare quell'avvertimento ufficiale. Ma erano state probabilmente quelle stesse autorità a imporre le inutili, fallaci prove sugli animali, e senza dubbio continuano a chiederle ancora oggi, a scanso di responsabilità.


Oggi, nei foglietti illustrativi degli psicofarmaci, molti produttori cercano di mettersi al sicuro con l'avvertimento che questi prodotti possono dare imprevedibili reazioni se presi insieme all'alcool. Non è stato mediante esperimenti sugli animali che si è giunti a tale scoperta.


Quante altre tragedie saranno ancora necessarie prima che le autorità aprano gli occhi all'evidenza? Premesso che ne abbiano il desiderio. Nessuno potrà ormai più stabilire di quanti milioni d'incidenti automobilistici mortali avvenuti in tutto il mondo sono stati responsabili gli psicofarmaci, che i laboratori continuano a sperimentare sugli animali.Ma tutto ciò non è nulla a paragone delle notizie provenienti dal fronte del cancro.

Tratto da Imperatrice Nuda.
Capitolo: " Gli Psicofarmaci" (Pag.196)

Di Hans Ruesch.
Vedi qui: http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/ruesch_IN.pdf


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